Matteo Farina, il 18enne che morì da santo, fra i cinque “venerabili” di Papa Francesco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2020 10:30 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2020 10:31
Matteo Farina, il 18enne che morì da santo, fra i cinque "venerabili" di Papa Francesco

Matteo Farina (fonte Associazione Matteo Farina)

ROMA – Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei santi a promulgare il decreto sulle “virtù eroiche” del Servo di Dio Matteo Farina.

E’ il primo passo verso la beatificazione.

Matteo Farina era nato ad Avellino il 19 settembre 1990 ed è morto a Brindisi il 24 aprile 2009 dopo una grave malattia, un tumore al cervello, vissuta con coraggio e fede.

I testimoni alla causa di beatificazione e canonizzazione hanno sottolineato il suo grande impegno contro le ingiustizie sociali ed economiche e il suo entusiasmo trasmesso ai coetanei sui valori della vita, dell’amicizia e della fede.

“Sono un infiltrato di Dio tra i giovani”, si definiva lui stesso nei tanti scritti lasciati nonostante la giovane età.

“Dobbiamo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, ma non nella tristezza della morte, bensì nella gioia di essere pronti all’incontro con il Signore!”, disse poche settimane prima di morire.

Ma Farina, il più vicino temporalmente, non è l’unico Servo di Dio innalzato alla condizione di venerabilità.

Gli altri due italiani sono i sacerdoti Francesco Caruso (1879-1951) dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e Carmelo De Palma (1876-1961), dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto.

Il quotidiano cattolico Avvenire ci aggiorna anche sugli ultimi due venerabili.

“Gli spagnoli venerabili sono invece Francisco Barrecheguren Montagut, nato a Lérida il 21 agosto 1881, fattosi religioso dopo essere rimasto vedovo, ordinato sacerdote all’età di 68 anni e morto a Granada il 7 ottobre 1957.

E Maria de la Concepción Barrecheguren y García, laica, nata a Granada il 27 novembre 1905 e ivi morta il 13 maggio 1927.

Fece parte di diverse associazioni mariane, si impegnò nella catechesi e nella cura dei poveri”. (fonti Avvenire e Ansa)