Matteo Gastaldo, chi era uno dei 3 pompieri morti: aveva salvato una donna dal suicidio

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2019 14:45 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2019 17:19
Matteo Gastaldo, chi era uno dei 3 pompieri morti: aveva salvato una donna dal suicidio

In foto Matteo Gastaldo, uno dei tre pompieri morti a Quargnento

ALESSANDRIA – Aveva salvato una donna dal suicidio Matteo Gastaldo, uno dei tre pompieri morti nell’esplosione in una cascina disabitata a Quargnento, in provincia di Alessandria. 

Gastaldo, 46 anni, viveva a Gavi con la famiglia e una bimba piccola. Aveva studiato all’istituto alberghiero di Casale Monferrato. E da anni lavorava con Marco Triches, 38 anni, e Antonino Candido, 32 anni, gli altri due pompieri rimasti uccisi nel crollo della cascina. 

Insieme sei anni fa avevano salvato una donna che aveva tentato di togliersi la vita gettandosi in un pozzo. Gastaldo, che era il più esperto dei tre, si era calato in quel pozzo mentre il collega lo reggeva con la fune. Uno dei tanti gesti eroici che hanno contraddistinto la loro coraggiosa carriera, come le recenti operazioni di soccorso per il maltempo che ha messo in ginocchio la provincia di Alessandria. 

“Matteo era un gaviese doc – lo ricorda il vicesindaco di Gavi, Nicoletta Albano – Durante l’ultima emergenza maltempo, che ci ha messo in ginocchio, è stato sempre in prima linea, sia come vigile del fuoco sia come compaesano”. “Matteo deve il suo nome al nonno – ha aggiunto – che qui ha fondato la storica gelateria oggi gestita dal fratello. L’intera cittadinanza e tutta l’amministrazione comunale è vicina alla famiglia del nostro vigile del fuoco non solo in questi giorni di profondo dolore ma anche in futuro. Vogliamo assicurare la nostra vicinanza alla compagna Elisa e alla figlia di 9 anni, Elena Sofia”.

La doppia esplosione a Quargnento

Stando a quanto emerso, i pompieri sarebbero intervenuti dopo una prima deflagrazione che aveva fatto crollare parte di una palazzina di via San Francesco d’Assisi, a Quargnento, avvenuta poco prima delle 2 di questa notte, 5 novembre. Mentre i soccorritori erano a lavoro in una cascina attigua disabitata, pare utilizzata come deposito di bombole del gas, si sarebbe però verificata una seconda esplosione, che li ha investiti.

Secondo fonti del Comando provinciale dei carabinieri, la prima esplosione potrebbe essere stata di origine dolosa.

“Tutto ci fa pensare che l’esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata”, ha detto il procuratore di Alessandria Enrico Cieri dopo il sopralluogo nella cascina dove sono morti i tre vigili del fuoco. “Dagli elementi che abbiamo acquisito pensiamo sia un fatto doloso”, ha aggiunto. 

Nell’edificio crollato sono stati trovati, collegati ad alcune bombole inesplose, alcuni fili elettrici e una scatoletta che potrebbe essere un timer. Le perplessità maggiori nascono dal fatto che l’edificio fosse disabitato e dalla dinamica dell’accaduto, con la segnalazione di una fuga di gas e la deflagrazione a intervento in corso. 

Una delle prime ipotesi d’indagine, scrive TgCom24, riguarda la possibile vendita della cascina abbandonata. Forse la prima esplosione doveva far crollare l’intero edificio per impedirne la cessione e solo per un errore è scattata la seconda esplosione che ha causato la tragedia.