Mattia Del Zotto assolto per infermità mentale. Uccise i familiari col tallio

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 novembre 2018 17:44 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2018 17:50
Mattia Del Zotto assolto per infermità mentale. E' accusato di aver ucciso i familiari col tallio

Mattia Del Zotto assolto per infermità mentale. E’ accusato di aver ucciso i familiari col tallio

MONZA  – Mattia Del Zotto, il giovane di 28 anni di Nova Milanese (Monza) accusato di aver avvelenato, nell’estate del 2017, con solfato di tallio nove membri della sua famiglia, uccidendone tre, è stato assolto dalle accuse. Secondo il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Patrizia Gallucci, Del Zotto era totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti. Sarà rinchiuso in una struttura psichiatrica per dieci anni.  

“Affetto da un disturbo delirante, totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti perché affetto da vizio totale di mente”: così il perito incaricato dal giudice nelle scorse settimane aveva definito Mattia Del Zotto, assolto oggi in Tribunale a Monza dall’accusa di omicidio volontario plurimo premeditato e lesioni plurime.

Il gip Patriza Gallucci ha sposato la tesi del suo consulente, analoga a quella della difesa, assolvendo Del Zotto per totale vizio di mente e respingendo la richiesta di condanna all’ergastolo del pm Carlo Cinque, il cui perito aveva invece giudicato Del Zotto solo parzialmente incapace di intendere e volere.

I familiari sopravvissuti del giovane, ancora residenti nella stessa villetta di Nova Milanese dove Mattia li ha avvelenati e dove abitano anche i suoi genitori, come riferito dall’avvocato di parte civile Stefania Bramati, “hanno preso bene la sentenza, sapendo perfettamente che il giovane ha bisogno di essere curato”.

Del Zotto, per decisione del giudice, dovrà restare in una struttura psichiatrica per dieci anni e, fin quando non verrà individuata, resterà in carcere. “Attenderemo le motivazioni della sentenza – ha continuato il legale – ad ogni modo i vari familiari tra loro sono in buoni rapporti, condividono la stessa casa, e di fatto non hanno nemmeno mai chiesto una perizia di parte per avanzare richieste di risarcimento di sorta”.