Cronaca Italia

Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, non si dimette. E i cittadini lo difendono

Mattia-Palazzi-Mantova

Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, non si dimette. E i cittadini sono con lui

MANTOVA  – Mattia Palazzi, sindaco di Mantova coinvolto in un caso di presunti ricatti sessuali, non si dimette. E la città sembra sostenerlo. “Scelgo di non dimettermi per un unico motivo: so di essere innocente, una persona e un sindaco onesto”, ha detto giovedì sera intervenendo in consiglio comunale con un breve discorso, senza mai fare alcun riferimento diretto alla sua vicenda giudiziaria che lo vede indagato per tentata concussione continuata per aver chiesto, secondo l’accusa, favori sessuali alla vice presidente di un’associazione culturale in cambio di contributi comunali.

“Non parlo del procedimento per rispetto della magistratura e della vita privata delle persone. Tutti devono sapere che i processi non si fanno in piazza”, ha detto Palazzi, che ha poi annunciato di aver sostituito l’avvocato Paolo Gianolio con il milanese Giacomo Lunghini “per evitare strumentalizzazioni, visto che Gianolio è presidente della Fondazione università di Mantova”, di cui il Comune è socio.

Sia quando ha fatto il suo ingresso in aula che alla fine del discorso i consiglieri comunali di maggioranza e gli assessori si sono alzati in piedi per applaudirlo. Sulle comunicazioni del sindaco non c’è stato dibattito: per protesta, dunque, i consiglieri comunali della Lega e quelli dei due gruppi civici, uno di centrosinistra e uno di centrodestra, sono usciti dall’aula, mentre Forza Italia e i Cinque Stelle sono rimasti.

Secondo quanto scrive Alberto Mattioli su La Stampa, 

Colpisce, però, l’atteggiamento dei mantovani, che magari si godono lo scandalo cochon, ma di certo sembrano piuttosto garantisti. Da Facebook dilagano gli sfottò, però i post solidali sono la maggioranza. I notabili sono dispiaciuti: «Per la città, è un colpo alla schiena. Prevalgono il dispiacere e la preoccupazione che il lavoro interessante fatto dall’amministrazione possa interrompersi», dice il libraio Luca Nicolini, inventore del Festival della letteratura. L’architetto Giampaolo Benedini, ex vicesindaco di centrodestra, invita a fare la tara ai social («il sindaco giovane piace ai giovani») ma ammette che «Palazzi sa muoversi ed è dinamico».

In effetti, ricorda la Stampa, grazie ai suoi buoni rapporti con il segretario del Pd, Matteo Renzi, Palazzi ha portato a Mantova 18 milioni per la riqualificazione delle periferie. Come sottolinea Mattioli,

“fermare tutto per duemila eurini non dati e un rapporto sessuale non consumato, anche no”.

To Top