Mattia Roperto investito e ucciso all’Infernetto. L’arrestato: “Forse correvo troppo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 14:51 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 14:51
Mattia Roperto investito e ucciso all'Infernetto. L'arrestato: "Forse correvo troppo"

Mattia Roperto investito e ucciso all’Infernetto. L’arrestato: “Forse correvo troppo” (foto ANSA)

ROMA – “Forse correvo troppo, non li ho visti, ho cercato di evitarli ma non ci sono riuscito”.

E’ la versione fornita al gip, scrive l’ANSA, da Federico Costantino, il giovane di 22 anni che la sera dell’8 giugno scorso ha investito, uccidendolo, Mattia Roperto, un ragazzino di 14 anni che stava attraversando una strada sulle strisce pedonali nella zona dell’Infernetto, a Roma.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida, il giovane ha negato di essere un consumatore di droghe (è risultato positivo al test tossicologico).

“Non faccio uso di droghe e non stavo guardando il cellulare – ha aggiunto l’indagato, riporta l’ANSA -. Non ho visto quel gruppo di ragazzini e me li sono trovati davanti all’ultimo momento”.

Per Costantini, il pm Andrea Cusani ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura dei domiciliari. Il gip si è riservato di decidere al termine dell’atto istruttorio.

Mattia Roperto investito e ucciso. Sequestrato cellulare a investitore

Accertamenti sul cellulare, perizie sull’auto e analisi delle immagini delle telecamere di zona.

Proseguono le indagini sul tragico investimento. Sequestrato il cellulare del 22enne al volante della macchina che ha travolto Mattia.

Verranno effettuati accertamenti sui tabulati telefonici per stabilire se al momento dell’impatto il giovane automobilista possa essere stato distratto dal telefono.

La Procura, che procede per omicidio stradale, disporrà una serie di perizie sull’auto per accertare la velocità a cui stava viaggiando Federico Costantino.

Il geometra 22enne è risultato positivo all’esame tossicologico e gli inquirenti hanno disposto ulteriori esami anche su questo aspetto.

Nei suoi confronti la Procura contesta il reato di omicidio stradale “l’auto è arrivata come un missile” hanno raccontato, sconvolti, gli amici che erano con Mattia Roperto quando è avvenuto il tragico incidente.

Il gruppetto di sette ragazzi era uscito per festeggiare la fine della scuola e si stava dirigendo da un comprensorio all’altro di villette a schiera a poche centinaia di metri di distanza.

Un percorso che hanno fatto tantissime volte. A quanto ricostruito dalla polizia locale, al momento dello schianto Mattia stava attraversando con due amici.

Avrebbero percorso il primo tratto di strada poi gli altri due vedendo l’auto arrivare sono riusciti a indietreggiare mentre lui non ha fatto in tempo ed è stato centrato in pieno. (fonte ANSA)