Maturità 2019, due prove anziché tre. E il tema cambia così

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2018 15:39 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2018 15:39
Maturità 2019, due prove anziché tre. E il tema cambia così

Maturità 2019, due prove anziché tre. E il tema cambia così (Foto Ansa)

ROMA – La maturità 2019 cambia, almeno in parte. Non ci saranno più tre prove scritte, ma solo due. E il tema cambia. Già con il decreto Milleproroghe era stato stabilito che non saranno requisito di accesso agli esami né la partecipazione, durante l’ultimo anno, alla prova Nazionale INVALSI, né lo svolgimento delle ore di Alternanza scuola-lavoro.

Adesso una circolare del titolare del Miur Marco Bussetti informa che le prove scritte saranno due invece di tre, più l’orale. Vi sarà maggiore attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. E le scuole verranno fornite di griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.

Dunque, le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma il 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) – analisi del testo, tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Per l‘analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi.

L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione seguita da una riflessione dello studente. La tipologia C, il ‘vero e proprio’ tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze degli studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.

La seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Con la circolare inviata oggi si forniscono alle scuole le prime indicazioni sulla seconda prova, con una novità: saranno previste griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa.

Le griglie ci saranno anche per la correzione della prova di italiano. Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico (fino a 40 punti). Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti. A gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova.