Maturità, 4 anni per il diploma. Vertecchi: “Solo facciata, manca progetto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2013 11:10 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2013 11:10
Maturità, 4 anni per il diploma. Vertecchi: "Solo facciata, manca progetto"

Maturità, 4 anni per il diploma. Vertecchi: “Solo facciata, manca progetto”

ROMA – Quattro anni di liceo e poi la maturità. Questa la sperimentazione che il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, vuole introdurre il prima possibile. Dopo l’esperimento in tre scuole paritarie, ora tocca alle scuole pubbliche per l’anno scolastico 2014/2015. Ma il pedagogista Benedetto Vertecchi avvisa: “E’ solo facciata, manca il progetto”.

Salvo Intravaia su Repubblica fa il nome delle prime scuole pubbliche in cui partirà la sperimentazione della maturità “sprint” in 4 anni:

“Al momento gli istituti statali che dal prossimo anno — il 2014/2015 — potranno attivare percorsi quadriennali per giungere al diploma sono quattro: il liceo internazionale delle scienze applicate Carlo Anti di Villafranca di Verona, l’istituto tecnico economico Tosi di Busto Arsizio, l’istituto superiore Majorana di Brindisi e il liceo classico Flacco di Bari. Ma in attesa del benestare ministeriale ci sarebbero altre tre scuole campane e l’elenco potrebbe allungarsi”.

Il dubbio è che la sperimentazione sia il preludio ad una nuova riforma della scuola, scrive Intravaia, che spiega anche il problema di spalmare le ore di 5 anni in 4 perché l’offerta formativa e la preparazione non vengano compromesse:

“Il liceo internazionale delle scienze applicate Carlo Anti di Verona, in luogo delle 4.752 ore previste per l’attuale percorso di cinque anni, prevede 4.125 ore di lezione spalmate in quattro anni e 200 ore di stage. Mentre gli studenti che vorranno frequentare il liceo classico internazionale Flacco di Bari dovranno sobbarcarsi 4.752 ore in quattro anni — 6 ore al giorno per sei giorni a settimana — più 233 ore di laboratorio e stage”.

Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, attacca il ministro Carrozza:

“«Le sperimentazioni vengono autorizzate senza nessun criterio, senza nessun parere da parte degli organi competenti, senza nessun riferimento normativo e senza nessun limite. Basta alzarsi la mattina e chiedere l’autorizzazione per ottenerla? E quante scuole potranno averla: dieci, venti, cento?. Tutti i progetti presentano tre punti qualificanti: l’innovazione della didattica, il cambio di denominazione dei percorsi ordinamentali in percorsi internazionali — con lo studio di più ore di lingua straniera — e una selezione in ingresso per reclutare gli studenti più motivati e che hanno ottenuto ottimi risultati alla scuola media. Selezione che non è prevista dalla Costituzione. Siamo ancora nella scuola dell’obbligo e non può esserci nessuno sbarramento per l’accesso»”.

Rischio di indebolimento del liceo anche secondo Ivan Lo bello, vicepresidente di Confindustra, condelega all’Educazione:

“«In effetti, il problema della riduzione da 13 a 12 anni del percorso scolastico in Italia si pone. Ma occorre capire come vanno distribuiti questi 12 anni. Non credo sia opportuno ridurre il liceo a quattro anni: rischiamo di indebolirlo. E, considerando le criticità del nostro percorso, vediamo meglio un primo ciclo di 7 anni e 5 anni di scuola superiore »”.

Anche il pedagogista Vertecchi, in un’intervista a Repubblica, spiega le sue perplessità sulla sperimentazione della maturità “sprint”:

“«Solo apparenza. Il punto non è ridurre di un anno la scuola superiore. I diversi livelli scolastici non sono indipendenti fra loro e rispondono ad un disegno complessivo. È legittimo che il governo abbia un progetto politico per accorciare di un anno il percorso scolastico in Italia, ma non si può tagliare da una parte senza ridefinire l’intero sistema»”.

E il fatto che in molti paesi dell’Unione europea il percorso scolastico termini a 18 anni non rende la situazione della scuola italiana meno complicata:

“«È vero, ma in Europa siamo rimasti l’unico Paese che fa corrispondere l’apertura delle scuole con l’orario delle lezioni. Insomma, da noi i ragazzi stanno in classe il tempo strettamente necessario per assistere alle lezioni e poi tornano a casa. In Europa ci restano l’intera giornata»”.