Maturità, il voto nel curriculum. Ma solo uno studente su 10 punta al 100

Pubblicato il 15 Giugno 2012 16:07 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2012 16:28

ROMA – Il voto conta, soprattutto per il curriculum. Così alcuni degli studenti alle prese con la maturità un pensierino al 100 lo fanno. Anche se decisamente in forma minoritaria: solo uno su dieci infatti sgobba sui libri in vista dell'esame sperando di ottenere il punteggio massimo, vale a dire 100.

E lo considera importante anche poco meno della metà del campione. Tuttavia sull'esito finale – informa un sondaggio di Skuola.net realizzato tra i maturandi – pesano tanti fattori, visto che la questione non è legata soltanto al merito: i maggiori imputati sono la 'lotteria' dei commissari esterni, la scuola frequentata e il mito della maturità più facile in alcune regioni. Per questo la maggioranza dei maturandi interpellati risulta essere contraria a considerare il voto di maturita' nei test d'ingresso per l'Università.

IL VOTO E' IMPORTANTE – Poco meno della metà degli studenti considera importante il voto preso alla maturita', infatti sono convinti che nel curriculum sarà un punto a loro favore per la ricerca del lavoro. Uno studente su tre è invece convinto che solo ciò che dimostrerà di aver imparato potrà fare la differenza. I restanti non si curano della riuscita dell'esame, perché tanto si iscriverà all'università e quindi saranno altri i risultati importanti.

SI PUNTA AL 100 E LODE – Nonostante oltre il 50% dei maturandi non sembri giudicare importante il voto di maturità per il proprio futuro, solo il 5% si accontenterebbe del ''60 e sto''. Più di uno studente su dieci ambisce addirittura al 100, magari anche con lode. Ma la maggior parte e' convinta che si attestera' su uno dei voti intermedi.

COMMISSARI COME VARIABILE – Purtroppo quasi due studenti su tre sono convinti che un buon voto non dipenda tanto dalla propria preparazione, quanto dai professori assegnati alla commissione d'esame. Solo il 5% dei votanti cita i Commissari, in particolare quelli esterni, come un elemento che livella la difficolta' dell'esame tra scuola e scuola.

LA MATURITA' NON E' UGUALE PER TUTTI – Infine il mito che la difficolta' dell'esame dipenda dalla regione in cui si studia. Considerando la media dei votanti su scala nazionale, meno di due studenti su dieci pensano che il voto abbia una correlazione con l'ubicazione della scuola. Tuttavia questa percentuale sale guardando i dati rilevati per i soli studenti del Nord, dove tre studenti su dieci sono convinti che il voto dipenda dalla regione, confermando la credenza che al Sud sia piu' facile prendere la maturita' con voti migliori.

MATURITA' E TEST D'INGRESSO – Nessun malumore per il fatto che anche quest'anno il voto di maturita' non contera' ai fini dei test di ingresso universitari. Per tre studenti su dieci questo e' giusto proprio perche' ci sono scuole in cui e' piu' facile prendere voti alti. Il 44% degli studenti ritiene giusto essere valutato solo per quanto dimostrato attraverso il test di ingresso. Ma a chi ha sempre studiato ed e' andato bene a scuola la cosa non va giù.