Maurizio Mescalchin, l’artigiano non paga tasse dal 2008: “Sono cittadino veneto, non italiano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2018 13:55 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2018 13:57
Maurizio Mescalchin, l'artigiano non paga tasse dal 2008: "Sono cittadino veneto, non italiano"

Maurizio Mescalchin, l’artigiano non paga tasse dal 2008: “Sono cittadino veneto, non italiano”

VENEZIA – Dal 2008 non paga le tasse. Per lui non esistono Imu, Tarsu, Irpef, Iva o altri tipi di imposte. Per l’acqua si arrangia e sulla bolletta dell’energia elettrica compila un nuovo bollettino dal quale toglie la quota del canone tv. Nessuno è mai stato in grado di pignorare qualcuno dei suoi beni perché non esistono documenti di alcun genere. Da 5 anni nessun ente lo cerca più. Eppure il 58enne Maurizio Mescalchin è un artigiano edile che lavora normalmente. E’ in possesso di una partita Iva ed emette regolari fatture, delle quali però non versa l’Iva né le relative tasse. Vive nella frazione Galta di Vigonovo, in via Pascoli 45.

Della sua storia ne scrive Il Gazzettino:

Si dichiara cittadino dello Stato Veneto e per farlo capire a tutti ha issato davanti alla sua abitazione, sorvegliata da telecamere come se fosse una base militare, la bandiera con il leone di San Marco. Nessuno può entrare nella sua proprietà, che lui ha definito Territorio dello Stato Veneto. Un cartello recita: È vietato l’accesso ai non autorizzati. Ce l’ha con il fisco italiano. Dal 2008, dopo avere chiuso la sua società edile e liquidato i 10 dipendenti, ha deciso che non verserà più un centesimo allo Stato, che lui dichiara di non riconoscere. Le cartelle esattoriali da 80mila, 190mila e 250mila euro, finora pervenute assieme a quelle di Inail, Inps e altro, vanno tutte a finire tra i rifiuti.

A casa sua non è riuscita ad entrare neanche la Guardia di finanza. Garantisce che vive bene e che i soldi non gli mancano. Anzi. Tutto è cominciato, secondo lui, con un credito a suo favore dovutogli dallo Stato italiano. Una somma di 529mila di euro. «Non sono cittadino italiano e non riconosco le leggi italiane – ribadisce Mescalchin. Sono veneto e come tale non ho alcuna intenzione di pagare le tasse allo Stato italiano. Anzi, è lo Stato italiano a dovermi del denaro. Mi deve dare indietro i soldi finora versati durante la mia attività lavorativa, corrispondenti a 529mila euro». Quando nel 2013 ha avuto a casa la visita della Guardia di Finanza, non li ha neanche fatti entrare nella sua proprietà. I finanzieri non sono stati in grado di confiscargli nulla perché non esistono documenti che attestino di possedere beni.

 

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