Mauro Feola muore in mare per salvare il figlio: bagnini indagati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 23:18 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 23:18
Mauro Feola muore in mare per salvare il figlio: bagnini indagati

(Foto d’archivio)

IMPERIA – La Procura di Imperia ha iscritto nel registro degli indagati i due bagnini dello stabilimento “Papeete” dove, sabato 25 luglio, un uomo di cinquant’anni, Mauro Feola, è morto per salvare il figlio di 15 anni che era in difficoltà mentre faceva il bagno con il mare agitato.

L’accusa per i bagnini, un ragazzo di 19 anni e un uomo di 65, è di omicidio colposo in concorso per condotta omissiva. La Procura vuol verificare il comportamento dei bagnini per capire se tutto è stato fatto per cercare di salvare l’imprenditore vinicolo.

Il figlio, che si era tuffato nonostante la bandiera rossa che indica il pericolo, era riuscito a tornare a riva, mentre il padre era stato visto finire sott’acqua e riemergere più volte mentre la corrente lo stava trascinando al largo. Il corpo era stato poi recuperato dai bagnini con l’aiuto di alcuni bagnanti.

Mario Feola viveva a Diano Marina (Imperia) con la moglie e due figli. Il magistrato inquirente vuol capire se l’intervento dei bagnini è stato tempestivo per cercare di recuperare Feola e se i regolamenti previsti in caso di mare agitato sono stati fatti rispettare.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa alcune persone avevano indicato ai bagnini che quell’uomo era in difficoltà mentre loro con i fischietti stavano invitato tutti ad uscire dal mare che si era ingrossato rapidamente. La magistratura ha disposto l’autopsia per capire se Feola è morto annegato o per un arresto cardiaco dovuto allo sforzo compiuto per aiutare il figlio a tornare a riva. L’indagine è affidata alla Capitaneria di porto che ha già raccolto varie testimonianze. Nei prossimi giorni il magistrato dovrebbe interrogare i due bagnini.