Mauro Rostagno ucciso, Vincenzo Virga condannato all’ergastolo in appello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2018 17:41 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2018 17:41
Mauro Rostagno ucciso, Vincenzo Virga condannato all'ergastolo in appello

Mauro Rostagno ucciso, Vincenzo Virga condannato all’ergastolo in appello

PALERMO – Vincenzo Virga è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista Mauro Rostagno, ucciso il 26 settembre 1988 nelle campagne di Lenzi. La corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna per il boss Virga, considerato il mandante del delitto, mentre ha assolto Vito Michele Mazara, accusato di essere l’esecutore materiale.

I giudici dunque hanno confermato quanto stabilito in primo grado: e cioè che il giornalista-sociologo venne eliminato perché, anche attraverso gli schermi della tv privata Rtc, aveva alzato il velo sugli interessi di Cosa nostra a Trapani. Regge dunque il movente mafioso come si evince dalla condanna del boss che all’epoca era “rappresentante” provinciale di Cosa nostra trapanese.

Mentre evidentemente non sono stati ritenuti sufficienti gli indizi a carico del presunto killer, ex capomafia di Valderice. Contro di lui era stato prodotto il risultato dell’esame del dna trovato sui resti del fucile usato per il delitto. Ma proprio sulla perizia genetica si sono concentrate le argomentazioni della difesa che hanno chiesto alla corte d’assise d’appello di riesaminare i tecnici, sostenendo che i reperti estratti non fossero sufficienti ad arrivare a conclusioni certe. Tesi che, con ogni probabilità, è stata condivisa dai giudici.

Con i suoi servizi, secondo l’accusa, Rostagno avrebbe “svelato il volto nuovo della mafia in città”: il passaggio da organizzazione tradizionale a struttura moderna e dinamica, gli intrecci con i poteri occulti, le nuove alleanze, il controllo del grande giro degli appalti. Per anni gli investigatori hanno sottovalutato il contesto mafioso in cui era maturato il delitto e hanno seguito storie private, contrasti interni alla comunità Saman, fondata dal sociologo, e faide tra ex militanti di Lotta Continua, movimento a cui Rostagno apparteneva.