McDonald’s, luci ed ombre: assunzioni sì, ma vari paletti come il divieto mance

Pubblicato il 13 Gennaio 2013 11:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2013 11:54

ROMA – McDonald’s Italia annuncia di assumere 3 mila persone in tre anni (trasformando la scelta industriale in un’efficace campagna pubblicitaria, con spot diretto da Gabriele Salvatores). Visti i tempi è incredibile. La Cgil però obietta che non sono posti a tempo pieno e indeterminato, ma Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia dal 2008, dice al Fatto quotidiano: “Per noi l’articolo 18 non è mai stato un problema, è altra la flessibilità che ci serve”.

La polemica con la Cgil ci ha sorpreso – spiega Masi -Ho parlato con rappresentanti della Cgil: dicono che il problema è il precariato. Ma stiamo parlando di part time. Ne facciamo molto uso, per quasi il 70 per cento dei nostri dipendenti. Non pensavamo che fosse da criminalizzare. Sembra che la Cgil soffra il part time perché pensa che non permetta a un capofamiglia di sbarcare il lunario. Su questo, purtroppo, non posso che essere d’accordo. Ma ci sono altre categorie a cui è utile, come studenti o mamme che vogliono tempo per la famiglia”.

Ma il problema principale di McDonald’s potrebbero essere le mance. E’ una questione cruciale riferibile al contratto di lavoro siglato dai suoi dipendenti, quello del turismo. A spiegare al Fatto quotidiano la vita nei ristoranti dell’hamburger vista dai dipendenti è un “manager” che in questa azienda ha vissuto per 22 anni. Preferisce non essere citato “perché ci è stata recapitata una mail in cui si chiede di non parlare con la stampa”.

“L’annuncio che viene fatto sulle 3000 assunzioni è positivo – spiega – ma non bisogna dimenticare che si tratta di contratti part-time o di apprendistato. Una tipologia molto utilizzata per potersi lasciare la libertà di continuare il rapporto di lavoro oppure chiuderlo quando lo si desidera”.

“Da McDonald’s si firma il contratto del turismo – spiega ancora – quello utilizzato in genere nella ristorazione, che paga una retribuzione più bassa di quello del commercio. Di solito c’è la tacita convenzione delle mance che aiutano a integrare un salario di circa 1.200 euro. Ma la linea aziendale di McDonald’s è quella di non accettare mance“. I conti sono presto fatti: “Dopo 22 anni e con il ruolo di manager guadagno 1.300-1.400 euro per una settimana lavorativa di 40 ore. L’apprendista guadagna circa 600 euro e il part time di 24 ore genera circa 800 euro mensili. Nei ristoranti, invece, ai 1.200 euro di stipendio si possono aggiungere circa 400 euro mensili di mance; una bella differenza”.