Medaglia d’oro per Anatoliy Korol: morì per sventare rapina

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 7:44 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2015 1:56
Medaglia d'oro per Anatoliy Korol: morì per sventare rapina

Medaglia d’oro per Anatoliy Korol: morì per sventare rapina

NAPOLI – Medaglia d’oro al valor civile per Anatoliy Korol, il 38enne ucraino morto nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato di Castello di Cisterna (Napoli). Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella la consegnerà alla vedova del muratore eroe, Nadiya, il prossimo 2 ottobre al Quirinale. L’onorificenza ha commosso la donna che ha ricordato che Mattarella può ben comprendere il suo stato d’animo, ”avendo lui stesso subito una tremenda perdita”.

”Ricevere questa altissima onorificenza dalle mani del presidente – ha detto – mi commuove profondamente. Grazie a lui, e a tutti coloro i quali hanno contribuito a far conoscere all’Italia il cuore e l’esempio di Anatoly”.

Per il sindaco Clemente Sorrentino, che ha anche annunciato l’assegnazione di una borsa di studio alla figlia 15enne della vittima da parte dell’associazione Libera, il conferimento della medaglia ”è una cosa naturale”. ”Un simbolo – ha affermato – che testimonia l’eroismo di Korol, il quale ha compiuto un gesto che normalmente non tutti compiono”.

Il 38enne fu ucciso il 29 agosto scorso, in un supermercato di Castello di Cisterna, dove si era recato a fare la spesa con la figlia di un anno e mezzo. Incrociò i rapinatori all’uscita del negozio e non esitò a tornare indietro, lasciando la figlia in sicurezza nel carrello, per tentare di fermare i due malviventi, arrestati dai carabinieri una settimana dopo il delitto.

I due, il 20enne Gianluca Ianuale e il 31enne Marco di Lorenzo, fratellastri figli di un ex boss della zona, confessarono il delitto e la tentata rapina. Dopo il gesto eroico di Anatoly sono arrivate unanimi le manifestazioni di cordoglio e di ammirazione: un clima turbato solo da scritte contro l’ucraino e la sua patria, comparse sui muri della chiesa locale, alcune delle quali sono state subito fatte cancellare dal sindaco di Castello di Cisterna.