Mediaset, prescrizione a rischio per Berlusconi: udienza Cassazione il 30 luglio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2013 14:30 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2013 18:26
Mediaset, ricorso di Silvio Berlusconi in Cassazione: udienza il 30 luglio

Mediaset, ricorso di Silvio Berlusconi in Cassazione: udienza il 30 luglio (Foto LaPresse)

ROMA – Processo Mediaset, Silvio Berlusconi ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza. L’udienza è stata fissata per il 30 luglio. La fissazione rapidissima del giorno dell’udienza in Cassazione per Berlusconi rappresenta un serio rischio: quello di avere una condanna definitiva prima che il reato entri in prescrizione. 

Berlusconi è stato condannato a 4 anni per frode fiscale e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per il processo dei diritti televisivi Mediaset. Aver fissato l’udienza così a breve e ne giorno stesso dell’arrivo del ricorso alla Suprema Corte, è scongiurato ogni rischio di prescrizione, anche di una sola parte delle accuse.

Franco Coppi, avvocato difensore di Berlusconi, ha dichiarato: “Non ho mai visto un’udienza fissata con questa velocità: sono esterrefatto, sorpreso e amareggiato perché in questo modo si comprimono i diritti della difesa”.

Insieme a Berlusconi sono imputati il produttore cinematografico egiziano Frank Agrama e i due ex manager Mediaset Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano. L’Agenzia delle Entrate si è costituita parte civile.

IL PDL COMPATTO DIFENDE BERLUSCONI – Compatto il Pdl difende il suo leader. Su tutti Daniela Santanchè:

“Le parole dell’avvocato Coppi, per chi ancora avesse dei dubbi, sono la certezza che la giustizia non c’è per il presidente Silvio Berlusconi. Che cosa facciamo noi, come movimento politico? Aspettiamo ancora l’unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioè quella di accompagnarlo in carcere? Non ci sto. Basta divisioni, basta perder tempo con tentennamenti, e sofismi. Serve passare all’azione”.

Stesso invito da parte di Sandro Bondi: “Siamo pronti a forme di resistenza, seppure non violente”. Rincalza l’ex ministro Maria Stella Gelmini: 

“La Cassazione conferma il piano di voler eliminare Berlusconi. La giustizia solo con lui riesce ad essere così veloce. Accelerando il processo, inoltre, vengono calpestati platealmente i diritti della difesa, ma di questo, pare, a certi giudici, importi poco”.

Fabrizio Cicchitto parla di una decisione, da parte della Cassazione, che “destabilizza il governo, la cui composizione e la cui maggioranza politica è del tutto sgradita a precisi ambienti giudiziari, editoriali, finanziari e politici”.

Un’altra amazzone del Pdl, Manuela Repetti, parla persino di colpo di stato: “Non siamo lontani da un golpe, come in Egitto”.

Altrettanto critica la ministra Beatrice Lorenzin: 

“E’ ormai evidente che i processi che riguardano Silvio Berlusconi godano di una sconcertante corsia preferenziale. Mi piacerebbe che la macchina della giustizia garantisse la stessa celerità a tutti i cittadini, che invece attendono anni le decisioni dei Tribunali”.