Medici e pensioni quota 100. Allarme sindacato: “Via in 70mila dagli ospedali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2018 17:04 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 17:04
Medici e pensioni a quota 100, sindacato lancia allarme: ospedali svuotati

Medici e pensioni quota 100. Allarme sindacato: “Via in 70mila dagli ospedali” (Foto archivio Ansa)

ROMA – Ospedali a rischio di svuotamento con la quota 100 per le pensioni. A lanciare l’allarme è il sindacato dei medici che spiega come in 70mila tra dottori e dirigenti sanitari potrebbero lasciare gli ospedali. Il sindacato Anaao Assomed spiega infatti che l’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari, oltre ai 45mila previsti dalla Legge Fornero.

Il sindacato in una nota spiega: “Non basteranno i giovani neo specialisti a sostituirli, ma soprattutto è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica”. Superato lo scalone previdenziale creato dalla Legge Fornero, spiega l’analisi, i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. La riforma determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, “diritto che verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo per la massiccia riduzione delle dotazioni organiche”.

Il Conto annuale dello Stato mostra che dal 2010 al 2016 i medici e i dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7.000 unità. Questo ha permesso alle Regioni una riduzione delle spese per il personale che limitatamente al 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro. Diversi miliardi, se il calcolo viene effettuato dal 2010 ad oggi”. “Il Conto annuale dello Stato mostra che dal 2010 al 2016 i medici e i dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7.000 unità. Questo ha permesso alle Regioni una riduzione delle spese per il personale che limitatamente al 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro. Diversi miliardi, se il calcolo viene effettuato dal 2010 ad oggi”, sottolinea Carlo Palermo, Segretario nazionale Anaao Assomed.

E conclude che “è necessario aprire una grande stagione di assunzioni in sanità, eliminando l’anacronistico blocco della spesa per il personale introdotto dal Governo Berlusconi/Tremonti nel 2010. Ma, soprattutto, bisogna dare una risposta al disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche”.