Melania Rea, il pm ai giudici: “Confermate l’ergastolo a Parolisi”. Lui si difende: “Sono innocente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 18:31 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 18:31
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

L’AQUILA – Salvatore Parolisi, condannato in primo grado all’ergastolo per la morte della moglie Melania Rea, si è presentato oggi (25 settembre) in aula al Tribunale dell’Aquila dove si è svolta la prima udienza del processo in Corte d’Assise d’Appello. Con Parolisi gli avvocati che ne hanno seguito fin qui l’iter giudiziario, cioè Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

Per la famiglia Rea il legale è Mauro Gionni. Prima dell’udienza, l’avvocato di Parolisi, Nicodemo Gentile, circondato dai cronisti,si è lascito sfuggire qualche parola: “Si apre un processo d’Appello all’insegna della richiesta forte alla corte di un processo sereno ed equilibrato, senza deriva emotiva”. Dall’altro lato i legali della famiglia Rea: “Ascoltiamo l’inizio del lavori, ci sarà una relazione poi l’intervento della Procura Generale. Si tratta di vedere se tutto si farà oggi o come plausibile, più ragionevolmente in qualche altro giorno della settimana o della prossima’”. “Ma credo non ci saranno sorprese – ha continuato – perché da un rito abbreviato sono state avanzate richieste di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Queste cose sono nella disponibilità dei giudici come lo erano in primo grado. Quindi l’ufficio può farle, quindi sono cose già discusse e non credo saranno accolte”.

“Sono innocente – ribadisce Parolisi – questa volta mi devono credere perché io voglio rivedere mia figlia”.

Il procuratore generale Romolo Como, davanti alla corte d’assise d’appello ha confermato la richiesta di ergastolo per Salvatore Parolisi, sostenuta dall’impianto accusatorio. Le motivazioni della sentenza però, ha fatto capire il procuratore, andranno rimodulate.  Per i legali di Parolisi il quadro probatorio emerso in primo grado è un castello di congetture ipotetiche, per la pubblica accusa un solido impianto innalzato su attività investigative, testimonianze e collegamenti di eventi. Ma per la difesa non è Parolisi l’assassino di Melania. Non c’è nessuna certezza, perchè non c’è nessuna certezza scientifica sull’ora della morte. Nessuna macchia di sangue sull’auto, sui vestiti di Parolisi. Nessuna certezza sulla presenza del caporal maggiore nel bosco di Ripe il 18 aprile del 2011.