Melania, Valotto: “Se Parolisi è colpevole pagherà”

Pubblicato il 28 ottobre 2011 13:18 | Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2019 13:33

ANCONA – ”Noi gli addestratori li selezioniamo molto bene. Per quello che è il caso specifico direi che dobbiamo aspettare quello che dice l’autorità giudiziaria. Se poi Parolisi sarà giudicato colpevole, pagherà, come è giusto che sia. Se non sarà giudicato colpevole l’Esercito è sempre la sua famiglia”. Così il capo di Stato maggiore dell’Esercito Giuseppe Valotto parlando con i giornalisti a margine del giuramento solenne delle soldatesse ad Ascoli.

Nel suo discorso ufficiale alla cerimonia, il gen. Valotto non ha mai citato esplicitamente il caso di Melania Rea, nè ha fatto il nome del caporalmaggiore Salvatore Parolisi, in carcere per l’omicidio di sua moglie e che al 235/o reggimento Piceno fino allo scorso aprile addestrava le soldatesse, fra cui l’amante. I riferimenti, però sono stati tutti chiarissimi.

”Nel 2010 – ha poi tenuto a precisare Valotto – in tutto l’esercito italiano abbiamo registrato un caso di mobbing, un solo caso di denuncia per molestie sessuali (il responsabile è stato perseguito) e nessun caso di nonnismo, che per noi rappresenta un risultato strepitoso. Ad Ascoli, un solo caso, che risaliva al 2004”.

Sui rapporti fra istruttori e soldatesse Valotto ha aggiunto: ”E’ tutto codificato, ci sono regole chiarissime, non è politichese ma abbiamo anche la forza di riuscire a cambiare qualora si dimostrasse che la regola che abbiamo imposto o non è applicabile o ha bisogno di miglioramenti”.

Ma se un istruttore e una soldatessa si innamorano? Gli hanno domandato i giornalisti. ”Vogliamo andare contro natura? – ha replicato, con una battuta -. Spero solo che facciano molti figli e che vengano al 235/o reggimento, visto che spero aumenti presto la percentuale di donne nell’esercito italiano attualmente attestata al 7%”. ”Basta che venga comunicato al comandante che ha l’obbligo di disciplinare questa come qualsiasi altra relazione affettiva, dopo di che la relazione può esistere tranquillamente, organizzando il lavoro di conseguenza”, è stata la risposta ‘tecnica’ del comandante del 235/o Rav col. Michele Vicari.