Secondo memoriale di Cola, il consulente che preoccupa Finmeccanica

Pubblicato il 22 Novembre 2010 10:35 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 11:57

Il secondo memoriale del consulente Lorenzo Cola fa agitare i vertici di Finmeccanica. Cola era un uomo fidato del presidente del gruppo, Pierfrancesco Guarguaglini, e da luglio è in carcere con l’accusa di aver riciclato 8 milioni di euro. Ora però ha iniziato a collaborare e a raccontare dettagli agli inquirenti.

Un nuovo interrogatorio potrebbe far luce  sull’affare “Digint” (la società lussemburghese partecipata da Gennaro Mokbel e Finmeccanica che avrebbe dovuto fare da veicolo per creare fondi neri). Secondo la magistratura, Cola entra in contatto con Gennaro Mokbel, uomo d’affari romano già coinvolto nell’inchiesta su Telecom Italia Sparkle-Fastweb. Mokbel a sua volta è l’uomo che fa candidare Nicola Di Girolamo nelle liste pdl alle ultime elezioni politiche. Arrestato lo scorso marzo, Di Girolamo, dopo qualche mese di carcere ha patteggiato la pena e confessato tutti i particolari della frode che la coppia Mokbel-Cola avevano messo in atto per acquisire un’importante azienda del gruppo Finmeccanica.

L’indagine è partita dall’affare Digint e col tempo si è allargata ad altro. Ora Cola potrebbe raccontare come funzionavano gli appalti nel settore della Difesa e all’Enav, la società che gestisce la sicurezza aerea in Italia. Appalti e subappalti che passavano da varie società: Cola non lo ha ammesso, ma il sospetto degli inquirenti è che questi passaggi servissero a mettere da parte fondi da portare all’estero o per accumulare soldi destinati a tangenti per manager e politici.

Come scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: “Un ruolo chiave in queste operazioni lo avrebbe avuto la «Selex Sistemi Integrati», controllata da Finmeccanica e amministrata da Marina Grossi, la moglie di Guarguaglini. Iannilli ha affermato durante uno dei suoi interrogatori che «Cola era uomo di fiducia del presidente Guarguaglini per gli affari di Finmeccanica negli Usa e che era stato affiancato, pure in mancanza di cariche formali, quale consigliere quasi “a tutela” all’ingegner Marina Grossi, nel suo incarico alla Selex». Una circostanza che Cola non avrebbe smentito pur negando di aver commesso illeciti, come sottolineano i suoi difensori Franco Coppi e Ottavio Marotta”.

La trasmissione Report ha dedicato un’inchiesta proprio a Finmeccanica. Il programma ha parlato di alcune società utilizzate alla fine degli anni ’90 da Guarguaglini e che sarebbero state “riciclate” recentemente da Cola proprio per gestire alcuni appalti milionari. Nel programma è stato mostrato un rapporto della Guardia di Finanza del 1996 che parlava di un “disegno criminoso rivolto a controllare tramite società lussemburghesi, le italiane Trs, Magint e Tesis Spa. Società alle quali Guarguaglini, ormai prossimo alla nomina quale numero uno dell’Alenia, avrebbe elargito compensi, distraendo di volta in volta parte delle disponibilità economiche dell’Alenia, senza in alcun modo figurare”.

L’inchiesta in corso comunque h già avuto un effetto negativo in Borsa: scivola Finmeccanioca a Piazza Affari, dove il titolo, debole già in apertura, cede il 2,3% a 8,94 euro.