Meningite in Sardegna: 8 casi da Natale, 2 morti. E focolaio accertato a Cagliari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2018 13:51 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 15:51
Giovanni Mandas, il ragazzo di venti anni morto nella sua abitazione di Cagliari lunedì per meningite di tipo B

Giovanni Mandas, il ragazzo di venti anni morto nella sua abitazione di Cagliari lunedì per meningite di tipo B

ROMA – Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 sono otto i casi di meningite registrati in Sardegna. Due i morti.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela

Il primo caso a Natale. La ragazza, ora guarita, era stata colpita dalla meningite ceppo clonale B 213. Due i casi registrati a Nuoro.

A gennaio due casi a Cagliari: uno ha riguardato un giovane di Lanusei, poi deceduto, ceppo clonale 11. Infine gli ultimi tre casi a marzo. Con la morte di un ragazzo di vent’anni: Giovanni Mandas. Gli ultimi tre casi si sono registrati tutti nella zona di Cagliari: l’ultima persona colpita è un 21enne ricoverato al Brotzu da sabato.

Lo staff dell’unità di crisi sanitaria non parla di epidemia. Ma rimane il focolaio accertato a Cagliari e provincia.  

Ma è emergenza? “No – risponde Paolo Castiglia, esperto di malattie infettive, ordinario all’Università di Sassari – Rispetto agli anni precedenti c’è stato un incremento. Ma comunque i numeri non sono cresciuti rispetto a 20 fa, quando iniziò la vaccinazione. Non è dovuto a un singolo ceppo”. Allora a che cosa? “Primo – riassume l’esperto – la stagione è stata particolarmente fredda con sbalzi di temperatura e c’è stata la peggiore epidemia influenzale degli ultimi anni. Secondo, un gran numero di casi è accomunato dall’età e dalla frequentazione di luoghi affollati”

Due le discoteche chiuse: l’Fbi di Quartu, ora in regola e già riaperta ma sotto sorveglianza, e il Cocò di Cagliari perché, spiega la Assl, sono state rilevate carenze igienico sanitarie “di carattere generale”. “Solo una concomitanza, il problema non sono le discoteche o i locali in sé, ma l’eventuale sovraffollamento e i comportamenti a rischio”, precisa Giorgio Steri, direttore del Servizi di igiene pubblica dell’azienda sanitaria. È emerso anche che uno degli ultimi giovani colpiti dalla meningite – il particolare è stato svelato da Castiglia – abbia rifiutato la profilassi proposta dopo essere stato a contatto con una persona già malata. “Bisogna ricondurre la preoccupazione, comprensibile considerando anche l’età delle persone colpite, in un alveo di correttezza e proporzionalità – sottolinea l’assessore Luigi Arru – stiamo lavorando già dalla settimana scorsa per attivare e valutare tutte le misure necessarie”.

E così la regione Sardegna ha stilato un elenco di consigli per evitare la psicosi.

No ai posti sovraffollati, ma scuole, pullman e università sono luoghi sicuri, rassicura Giorgio Steri, direttore del servizio di igiene pubblica della Assl di Cagliari. “Le norme ministeriali dicono – ha spiegato – che il contagio si rischia stando otto ore accanto a una persona in aereo in un volo intercontinentale. Negli incontri occasionali, invece, non c’è il tempo per la trasmissione. Ci vuole un contatto stretto e prolungato”. Da evitare – spiegano gli esperti – i comportamenti a rischio. Un esempio? Bere contemporaneamente da più cannucce in uno stesso bicchiere. Escluso per il momento il possibile ricorso alla vaccinazione universale. “Non è un’epidemia – ha ribadito Arru – la vaccinazione estesa a tutta la popolazione non è indicata”.

Il consiglio per chi ha qualche dubbio o sospetto è quello di rivolgersi innanzitutto al medico di base. I sintomi? Febbre, vomito, forte mal di testa. Ma anche irrigidimento e raffreddamento degli arti.