Mense scolastiche, rubano sul cibo sulla pelle dei bambini: 30% irregolari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2018 14:12 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2018 8:26
Mense scolastiche italiane, rubano sul cibo sulla pelle dei bambini: 30% irregolari

Mense scolastiche, rubano sul cibo sulla pelle dei bambini: 30% irregolari (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Mense scolastiche, rubano sul cibo sulla pelle dei bambini. E a farlo, a rubare sul cibo a danno della salute dei bambini, non sono degli isolati sconsiderati. Si tratta invece di una sorta di distorta ma diffusa modalità di comportamento aziendale. Quella che la ministra Giulia Grillo definisce come l’agire dei “furbetti dei contratti”. I contratti di appalto per la forniture dei cibi e l’organizzazione delle mense a scuola.

Funziona così: ci si aggiudica l’appalto garantendo un certo standard, quantità e qualità, dei cibi. E si forniscono garanzie contrattuali sui controlli sanitari di tutta la catena della ristorazione a scuola. Poi, ottenuto l’appalto con tanto di firma sotto il contratto che impegna a spendere mettiamo cento per garantire il servizio (ovviamente dietro remunerazione con soldi pubblici superiore a cento), si ignora il contratto e non si rispettano promesse e obblighi appunto di contratto e servizio. Si punta a spendere non cento, ma ottanta, settanta e giù a scendere. E lo si fa abbassando la qualità del cibo e perfino fornendo cibo rischioso per la salute. E comunque tagliando le spese, riducendo al minimo il costo per garantire igiene e corretta conservazione degli alimenti.

Così si ruba sul cibo, sul cibo dei bambini a scuola. Quanti lo fanno, quante aziende lo fanno? I numeri delle ispezioni dei Nas (Carabinieri) dicono che su 224 controlli dall’inizio dell’anno scolastico in 81 casi le mense erano irregolari. Irregolare la conservazione, irregolare la confezione, irregolare la tracciabilità degli alimenti. E, peggio, oltre alla carte irregolari e alle garanzie non rispettate, irregolari i cibi: due tonnellate di alimenti sequestrati. Pesce, carni, formaggi, frutta, verdura. Perfino olio e pane ai confini del commestibile.

E poi parassiti intorno al cibo. In alcuni casi anche topi. In alcuni casi anche escrementi e muffe sui cibi. Sempre la ministra Giulia Grillo di fronte a questi numeri si dice “Indignata come mamma”. Ne ha ben ragione. Un segmento non piccolo dell’imprenditoria del catering scientemente e programmaticamente pratica impresa cialtrona. Se non peggio che cialtrona. Scientemente si mandano nei piatti dei bambini delle elementari e degli asili roba da mangiare che fa schifo. Si fanno mangiare programmaticamente i bambini da schifo. E peggio che da schifo si mette in conto come rischio imprenditoriale il far danno alla salute dei bambini. Perché il cibo di pessima qualità e in cattivo stato può degradare a cibo nocivo.

Lo fanno in molti, troppi. Uno su tre ai controlli dei Nas. I “furbi dei contratti o peggio” come dice Giulia Grillo ministro che degli impegni presi e anche dei bambini “se ne fregano”.  Come constatano i Nas non sparuta pattuglia, all’incirca uno su tre. A sentirli uno per uno c’è da star sicuri che ciascuno direbbe di se stesso: sono solo uno che lavora, se l’ho fatto è per sfuggire alla burocrazia, alla crisi, alle tasse…Sfuggire camminando e calpestando anche la pelle di bambini.