Meredith Kercher, esame Dna sul coltello di Sollecito. Luciano Aviello in aula

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 13:32 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 13:33
Meredith Kercher, esame Dna sul coltello di Sollecito. Luciano Aviello in aula

Raffaele Sollecito (Foto Lapresse)

FIRENZE – Processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, via libera alla perizia sulla traccia di Dna trovata sul coltello sequestrato in casa di Raffaele Sollecito. Per l’accusa è l’arma del delitto.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Firenze hanno chiesto di esaminare quella prova, sempre che il materiale biologico sia sufficiente. E hanno domandato ai periti di esprimersi “sull’attribuzione della traccia, se sia riconducibile a Meredith o a Guede”. L’esame si svolgerà il 10 ottobre. Se saranno trovate tracce esaminabili i risultati dell’esame sono previsti per il 31 ottobre.

Intanto è stato ascoltato come testimone Luciano Aviello, ex collaboratore di giustizia: a Perugia aveva accusato suo fratello dell’omicidio, poi aveva ritrattato con i pm. E oggi è tornato di nuovo indietro, accusando ancora il fratello. Questo suo comportamento processuale gli è già costata un’accusa per calunnia.

Aviello, attualmente detenuto in carcere ad Ivrea, ha risposto alle domande spiegando anche di chiamarsi Luciano Lucia e di essere in attesa di «un cambio di sesso». Nella sua dichiarazione ha detto: “Sull’accusa a mio fratello (deceduto, ndr) non cambio idea, mio fratello è il colpevole, non lo sono né Amanda né Sollecito. Tutto il resto è noia”.

Secondo Aviello l’omicidio sarebbe avvenuto durante una rapina. Scettici sulle dichiarazioni tutti i legali: la stessa avvocato Giulia Bongiorno, che difende Sollecito, ha glissato un commento su Aviello, rispondendo che il giudizio si deve basare su “prove certe”.