Messina senza acqua: piove, si è ri-rotta la condotta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Novembre 2015 11:22 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2015 13:39
Messina ancora senza acqua: nuova frana rompe condotta

Gente in fila per l’acqua a Messina (Foto Lapresse)

MESSINA – Si è rotta di nuovo la condotta di Fiumefreddo a Calatabiano che porta l’acqua alla città di Messina. Anche in questo caso, come dieci giorni fa, a causare il guasto è stata una frana causata dal maltempo.

Nei giorni scorsi la tubazione era stata riparata dai tecnici, dopo che la città era rimasta a secco per oltre una settimana. Ma dopo la nuova frana l’erogazione dell’acqua verso Messina è stata interrotta nuovamente. Il direttore dell‘Amam (Azienda meridionale acque Messina), Luigi La Rosa, ha detto: “Ci stiamo recando sul posto per vedere l’entità del danno, comunque valuteremo di attivare anche il bypass”.

 

L’ipotesi, spiega Gianluca Rossellini sul Corriere della Sera, potrebbe essere quella di collegare l’acquedotto dell’Alcantara e quello di Fiumefreddo. Con il guasto di stamattina sembra essersi concretizzato il rischio paventato nei giorni scorsi dal capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, secondo il quale, se non si fosse messo in sicurezza il terreno attorno all’acquedotto, a Calatabiano, la condotta sarebbe stata nuovamente a rischio. Le forti piogge e il vento di questi giorni, che hanno colpito la provincia di Catania, causando ingenti danni hanno provocato il nuovo smottamento a Calatabiano e la rottura della condotta.

Nei giorni scorsi anche a Gela c’erano stati problemi con l’acqua, che veniva erogata ogni due/tre giorni e solo durante la notte. Non solo: secondo una petizione lanciata dai cittadini sul sito Change.org l’acqua era “gialla e a volte non potabile per presenza di colibatteri”. Scrivevano nella petizione:

“L’emergenza idrica a Gela, sesta città della Sicilia è perenne. A fronte della tempestiva e più che legittima mobilitazione per il disagio idrico di Messina. Chiediamo agli organi competenti di utilizzare la stessa attenzione e la stessa celerità anche nei confronti di Gela, dove un contratto di fornitura trentennale ha reso tutti i cittadini schiavi della società erogatrice, che non fornisce un servizio continuo e richiede il pagamento massimo del canone”.