Messina, operaio 67enne della forestale muore mentre spegne incendio. Era precario e a due mesi dalla pensione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Agosto 2020 15:39 | Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2020 7:58
Messina, foto d'archivio Ansa di un incendio

Messina, operaio 67enne della forestale muore mentre spegne incendio. Era precario e a due mesi dalla pensione (foto d’archivio Ansa)

Messina, operaio 67enne della forestale muore mentre spegne incendio. Era precario e a due mesi dalla pensione.

Paolo Todaro, operaio forestale precario di 67 anni, è morto ieri, sabato 1 agosto, a San Filippo Superiore (Messina), dopo essere caduto in un dirupo mentre tentava di spegnere un incendio.

L’assessore regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro in una nota esprime “profondo cordoglio per la morte dell’operaio e la vicinanza personale ed istituzionale alla famiglia di tutto il governo regionale”.

Sulla vicenda interviene anche la segretaria Generale della Fai Cisl di Messina Sabina Barresi che afferma “non si può morire a 67 anni, da precario ed a pochi mesi dalla pensione, durante l’espletamento di un lavoro impegnativo e logorante come quello dell’antincendio forestale”.

La nota della Uil

“Paolo Todaro era uno stagionale della Forestale, è morto a 67 anni mentre svolgeva il suo servizio di operaio antincendio nel Messinese.

Sull’incidente chiediamo certezze, verità. In attesa di risposte, chiediamo ai soliti noti di risparmiarci il vecchio copione bagnato di lacrime da coccodrillo”.

Lo afferma il segretario generale della Uil Sicilia, Nino Marino, che aggiunge:

“Si ricordino tutti il nome di Paolo Todaro e quello degli altri forestali vittime del dovere, quando tornerà il momento di respingere attacchi ingenerosi e diffamatori ai danni della categoria.

E quando finalmente verrà il momento di dare risposte alle giuste richieste di riforma regionale del settore”.

“Continuiamo a sollecitare – aggiunge -un percorso normativo fondato sulla stabilizzazione e valorizzazione professionale dei forestali, che preveda pure l’immissione di nuove forze perché le carenze di organico – almeno 300 in meno gli operai nella sola provincia di Messina – e l’età media del comparto tornino a essere compatibili con le pesanti esigenze di questo lavoro, affrontato peraltro in strade interne di cui abbiamo più volte denunciato la pericolosità.

Chiediamo, inoltre, la dotazione di risorse e mezzi adeguati a un’attività di fondamentale importanza per la tutela della Sicilia e dei siciliani. Ecco le nostre rivendicazioni, adesso abbiamo una ragione in più per portare avanti questa battaglia”.

Le parole del dirigente responsabile dell’Ispettorato ripartimentale forestale di Messina

“La politica si dovrebbe fare molte domande ad esempio perché il lavoro del forestale, che è molto faticoso, non è inquadrato come lavoro usurante e come mai c’era un nostro collega che lavorava a 67 anni.

Il povero Paolo era ancora idoneo a due mesi dalla pensione”.

Lo dice Giovanni Cavallaro dirigente responsabile dell’Ispettorato ripartimentale forestale di Messina.

“Paolo – prosegue – era un lavoratore instancabile e pur dovendo andare in pensione a settembre, voleva lavorare sempre sul campo e non in un ufficio.

La politica dovrebbe interrogarsi anche sulla demonizzazione che spesso è stata fatta sui forestali e sul loro lavoro.

Ad esempio Paolo ancora a 67 anni era come la maggior parte dei forestali precario perché era centounista, cioè lavorava 101 giorni l’anno.

Questa situazione anche perché molti politici hanno fatto campagne elettorali.

In verità il nostro lavoro è fondamentale per l’ecosistema e per salvare molte vite umane.

Sarebbe opportuno si rivedessero questi giudizi e la politica dovrebbe intervenire per stabilizzare tanti lavoratori come Paolo”. (Fonte: Ansa).