Messina, rivolta al Centro di prima accoglienza: fuggiti una trentina di migranti

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Luglio 2020 18:07 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2020 18:07
Migranti in fuga a Messina

Messina, rivolta al Cpa: fuggiti una trentina di migranti (foto d’archivio Ansa)

Messina, trenta migranti sono fuggiti la sera di mercoledì 15 luglio, dal Cpa. Pur essendo la fuga di ieri, la notizia è stata diffusa solo oggi.

Messina, la fuga dal centro di accoglienza di Bisconte. Nel Cpa c’è stata una rivolta e un finanziere è rimasto ferito ad una gamba dopo un lancio di oggetti.

Le sue condizioni non destano però preoccupazione.

Qualcuno dei fuggitivi è stato rintracciato e riportato all’interno della struttura.

In parecchi sono riusciti a scappare da un varco in un punto della rete di recinzione e si sono nascosti nella campagne facendo perdere le loto tracce.

Ministra Lamorgese in Libia da Fayez Al-Sarraj

Il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez Al-Sarraj, ha ricevuto a Tripoli il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese.

L’incontro è avvenuto nella capitale libica “nell’ambito della consultazione e del coordinamento tra i due paesi amici”.

Lo rende noto il Governo di accordo nazionale in un comunicato su Facebook.

Nel comunicato si spiega che

durante l’incontro sono stati discussi gli sviluppi della situazione in Libia e una serie di dossier di cooperazione congiunta”.

Il odssiere più importante è quello sulla “cooperazione nel settore della sicurezza, incluso lo sviluppo della capacità di sicurezza, il fascicolo dell’immigrazione clandestina e quello della lotta alla tratta e al traffico di esseri umani”. 

Durante la riunione, si legge ancora nella nota, è stato affrontato anche il tema “delle fasi preliminari per il ritorno all’attività delle aziende italiane in Libia”.

Ed anche “del continuo contributo dell’Italia nel processo di rimozione delle mine da aree sotto il controllo delle milizie”.

Durante l’incontro si è parlato

“della necessità assoluta di riprendere la produzione petrolifera, che rappresenta la ricchezza e la fonte di reddito del popolo libico” (fonte: Ansa).