Messina: studenti riammessi, Università condannata a risarcirli con 20mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2014 20:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2014 20:46
Messina: studenti riammessi, Università condannata a risarcirli con 20mila euro

L’Università di Messina

MESSINA – Due studenti riammessi alla facoltà di Medicina di Messina e l’università condannata a risarcire quasi 20 mila euro ad ognuno dei candidati.

Nel 2012 il Tar del Lazio aveva rigettato il ricorso di alcuni studenti che non avevano superato a Messina il test di ammissione a Medicina per l’anno accademico 2008-2009. Adesso il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione di primo grado e dato ragione ai ricorrenti, che accusavano una violazione dell’anonimato.

L’ateneo è stato condannato a risarcire 10 mila euro ai candidati e 5 mila euro di spese legali per ciascun grado di giudizio, oltre alla riammissione in graduatoria dei ricorrenti.

I giudici d’appello hanno ritenuto fondato uno dei motivi del ricorso, che riguarda la violazione dell’anonimato. Secondo il Consiglio di Stato, infatti,

“il codice segreto è stato posto accanto al nome e cognome di ogni candidato nei fogli firma d’ingresso e di uscita e le stesse modalità di consegna e raccolta degli elaborati sono stati tali da consentire di associare ogni busta al nome di un candidato”.

I giudici sottolineano che già un decreto ministeriale del 18 giugno 2008 “aveva stabilito il rispetto dell’anonimato, pena l’annullamento delle prove”.

I commissari, hanno spiegato gli avvocati, sapevano a chi era abbinato il singolo codice segreto e l’anonimato non era affatto garantito.

I giudici parlano di “inadeguata e insufficiente organizzazione della prova”, giudicata “non rispettosa delle regole dell’imparzialità”. Per il Consiglio di Stato, il venir meno di

“obblighi e adempimenti contratti e assunti con l’indizione del concorso medesimo, espone a una forma di responsabilità per inadempimento con conseguente risarcimento del danno prodotto, anche indirettamente, nei riguardi di chi abbia subito la lesione”.