Mestre, bilingue operato al cervello da sveglio con un interprete

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Luglio 2020 13:28 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2020 13:46
Mestre, bilingue operato al cervello sveglio con interprete

Mestre, bilingue operato al cervello da sveglio con un interprete

Bilingue operato al cervello da sveglio con un interprete. Il delicato intervento all’Ospedale dell’Angelo di Mestre.

Il paziente è un immigrato bilingue nepalese. I neurochirurghi hanno dialogato con lui durante l’intervento sia in italiano che nella lingua madre per assicurarsi che non venissero lese le funzioni del linguaggio.

Per tutto l’intervento, durato 6 ore, ha partecipato un’interprete d’eccezione: una giovane immigrata residente a Oriago di Mira (Venezia).

Fresca di abilitazione come operatrice socio sanitaria, la giovane è entrata volontariamente in sala operatoria per la prima volta nella sua vita.

Gli specialisti dell’Ospedale di Mestre si sono trovati a dover rimuovere, nel cervello del paziente, una lesione dovuta a una malformazione vascolare.

Si doveva intervenire quindi in un’area critica del cervello, dove appunto hanno sede anche le funzioni relative al linguaggio.

Dopo aver mappato l’area, il percorso per risolvere la lesione è stato guidato proprio dal paziente in base alle sue risposte ai test dinamici.

Ad esempio gli hanno chiesto di comunicare correttamente il nome dell’oggetto in foto, sia in italiano che in nepalese.

L’operazione da sveglio, i test in due lingue

Giuseppe Dal Ben, Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, spiega: “Da molti anni la nostra équipe di Neurochirurgia interviene sulle lesioni al cervello in aree critiche”.

“Si esegue l’intervento a paziente sveglio, per preservare le funzioni di quelle aree: mentre i neurochirurghi agiscono, il soggetto risponde a dei test predefiniti e in questo modo permette ai chirurghi di operare la lesione con il minor danno possibile”.

“In questo caso specifico – racconta il Primario di Neurochirurgia, Franco Guida – intervenendo su una persona normalmente in grado di parlare due lingue, abbiamo eseguito i test e le domande al paziente sia nella lingua acquisita, l’italiano, sia nella lingua madre, il nepalese”

“Nel cervello del paziente le funzioni relative a queste due capacità di comunicare risiedono infatti in aree differenti, anche se tra loro correlate, ed è nostro obbligo monitorare entrambe queste aree e le relative funzioni”. (Fonte: Ansa).