Cronaca Italia

Mestre: assediati dai clochards, i capuccini barricano il convento

clochCappuccini bariccati per fuggire ai clochard: e da setttembre il convento sarà circondato da una cancellata e un muretto, che lo renderanno inaccessibile il sagrato durante la notte. Succede alla chiesa dei cappuccini di Mestre, come racconta il Gazzettino.

I farti sono esasperati dai sette-otto polacchi che hanno fatto dei portici del sagrato la propria casa, con tanto di sacchetti della spesa, cartoni, bottiglie di vino e “guardaroba”, tra cui quelli di Josef, che quando beve diventa cattivo. E da quando si è rotto la gamba per una brutta caduta beve spesso.

Eppure Davide Mozzato, della Caracol, la cooperativa che gestisce per conto del Comune gli aiuti in strada ai senza fissa dimora: “Non credo risolverà il problema. Lo sposterà”. Quello di Josef il polacco è il caso estremo di un alcolista.

Rimpatriato tre anni fa in Polonia, è tornato: nel suo Paese nessuno gli faceva la carità, e bere costava troppo. Così è finito davanti al convento, con i cappuccini che prima hanno cercato di allonntanarlo con le buone, poi chiamando la polizia. Ma lui torna sempre.

“La repressione da sola non risolve nulla. Il fatto è che il mondo è cambiato e sono cambiati anche i frati. Bravissime persone, per carità, buoni e disponibili, ma non in grado di affrontare queste nuove povertà – avverte Mozzato – Una volta non era così, il povero non era cattivo e invadente, si vergognava. Adesso non è più così”.

Che ci sia bisogno di qualcoisa di più del semplice pane anche nella vita degli agffamati lo si vede alla Casa dell’ospitalità, da Nerio Comisso, in via Spalti. “A tutti bisogna dare un po’ di fiducia e una speranza. Io non voglio insegnare nulla nessuno, ma la Casa dell’ospitalità ha 160 persone ed è quasi totalmente autogestita. E non succede nulla. Non ci sono risse, non c’è gente ubriaca. E non c’è nemmeno nessuno che dopo le 11 di sera tenga la televisione a volume troppo alto. Tutti hanno il rispetto di tutti”.

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