Mestre, rapinatore 18enne agli agenti della Polfer: “Vi rubo le pistole e vi sparo come a Trieste”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2019 18:17 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 18:17
agenti polfer ansa

Agenti della Polfer in servizio (foto Ansa)

ROMA – Un 18enne accusato di rapina è stato portato in Questura a Mestre. Qui, il giovane ha urlato agli agenti: ” Vi rubo le pistole e vi sparo come a Trieste!

Il ragazzo era stato fermato dopo essere stato accusato di aver rapinato, mercoledì 20 novembre, un ragazzo di 16 anni nella stazione ferroviaria di Mestre. Il 16enne vittima del furto si era presentato nella stazione della Polizia ferroviaria in lacrime raccontando di essere stato rapinato di 20 euro e di essere stato minacciato di essere sgozzato se avrebbe fatto resistenza. Dopo essersi impossessato dei soldi, il ladro non aveva esitato a prendere anche a calci la vittima. 

Sulla base di quanto raccontato, gli agenti si erano messi subito sulle tracce del ladro, rintracciato e fermato mentre tentava di confondersi tra i passanti. Si tratta di un tunisino di 18 anni con precedenti penali specifici e già condannato per un episodio simile nel mese di luglio.

L’aggressore, accompagnato negli uffici Polfer, ha presentato subito segni di insofferenza poi sfociati in veri e propri atti di danneggiamento di una porta della sala d’attesa e degli arredi dell’ufficio. A questo punto, il giovane ha cominciato anche a minacciare gli operatori di Polizia.

Dopo essere stato arrestato, il giovane tunisino è stato condotto presso le camere di sicurezza della Questura di Venezia dove ha continuato con il suo atteggiamento violento. Ad un certo punto ha urlato: “Se entrate vi rubo le pistole e vi sparo come ha fatto il colombiano di Trieste!” Poi ha cominciato a procurarsi delle ferite sul corpo.

Il riferimento è ad Augusto Stephan Meran, il giovane di 29 anni di nazionalità dominicana (e non colombiana) che lo scorso 4 ottobre ha sparato nei corridoi della Questura di Trieste a Pierluigi Rotta, agente scelto di 34 anni, e Matteo Demenego, agente semplice di 30 anni, usando una delle pistole in uso proprio alla Polizia. 

Nella giornata di giovedì, a sole 24 ore dal fatto, il 18enne è stato condannato per direttissima a due anni di reclusione con pena sospesa ed obbligo di firma. Insieme al tunisino c’era anche una ragazza che ha detto in un primo momento di avere 16 anni. Poi, grazie al dialogo che gli operatori sono riusciti ad instaurare con la giovanissima, ha rivelato di avere solo 12 anni e di vivere a Padova. Rintracciati i familiari, una volta giunti in ufficio, sono stati informati dell’accaduto e messi davanti alle loro responsabilità. 

Fonte: Leggo