Meta Igli: “Ho ucciso Ismaele Lulli, aveva avuto una storia con la mia ragazza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 10:05 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 10:06
Meta Igli: "Ho ucciso Ismaele Lulli, aveva avuto una storia con la mia ragazza"

Mema Marjo e Meta Igli (foto Ansa)

SANT’ANGELO IN VADO – Ha confessato di aver ucciso Ismaele Lulli per gelosia: era convinto che il ragazzo avesse avuto una relazione con la sua fidanzata, allora l’ha crocifisso e decapitato. Lui è Meta Igli e, scrive Agostino Gramigna sul Corriere della Sera, ha confessato l’omicidio del 17enne ucciso a Sant’Angelo in Vado (provincia di Pesaro).

Questo sarebbe stato il racconto dell’albanese, stando a quanto riporta Gramigna: “È vero che l’ho condotto alla chiesetta e l’ho legato alla croce. Ma era per spaventarlo. Volevo che dicesse davanti ad un testimone di avere avuto un rapporto con la mia fidanzata. Poi ho perso la testa». «Prima ho messo sotto torchio Ambera, la mia fidanzata, che ha ammesso di aver avuto una relazione con Ismaele. L’ho convinto a farsi legare fino al torace, per simulare un vero interrogatorio. Poi quando lui ha continuato a negare gli ho sferrato un calcio e un pugno. A questo punto ho perso la testa e ho tirato fuori il coltello e l’ho sgozzato”.

Continua Gramigna: Aiutato, secondo l’accusa, da un altro albanese, Marjo Mema, che avrebbe avuto il ruolo di esca. Ieri Igli ha cercato anche di alleggerire la posizione di Marjo, facendo capire di aver fatto tutto da solo. Racconto che però non convince i carabinieri del comando di Pesaro.

La ricostruzione di quel giorno fatta da Gramigna: È domenica pomeriggio quando Igli e Marjo invitano Ismaele a fare una gita al fiume. Si sono incontrati alla stazione dei pullman dove mesi fa Ismaele ha conosciuto Ambra e si sono scambiati i numeri telefonici. Con l’auto della mamma di Igli hanno raggiunto contrada di San Martino dove c’è la chiesetta. Tra i cipressi, vicino ad una croce di ferro, Ismaele sarebbe stato colpito con un calcio e tramortito. Quindi legato con del nastro adesivo alla croce (poi ritrovato in un sacchetto nero di plastica con dentro una bomboletta e i vestiti insanguinati di Igli) e sgozzato.

Commesso l’assassinio, Igli si sarebbe spogliato completamente, ripulito con dell’acqua che aveva portato con sé in una bottiglia, preso una scarpa di Ismaele (forse come souvenir) per poi tornare in mutande al fiume. Qui avrebbe continuato tranquillamente la scampagnata e il bagno assieme all’amico Marjo. I carabinieri sono riusciti a localizzarlo grazie al telefonino che spegneva e riaccendeva.