“Mica c’è un terremoto al giorno, partiamo in quarta”

Pubblicato il 11 febbraio 2010 15:02 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2010 15:19

Imprenditori che ridono e gioiscono per il terremoto in Abruzzo. Tra le carte delle indagini sullo scandalo della Maddalena e la ricostruzione all’Aquila spuntano le intercettazioni di alcuni imprenditori che parlano degli affari derivanti dal sisma in Abruzzo proprio quel tragico 6 aprile.

«Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno». «Lo so», e ride. «Per carità, poveracci». «Va buò». «Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto».

E’ il 6 aprile, il giorno del terremoto in Abruzzo, e questo dialogo avviene tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi.

«Queste parole fanno rabbrividire e fanno schifo – commenta il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente  – Si tratta di una discussione tra sciacalli, fanno ribrezzo. Gli dico di vergognarsi, aspetto le loro scuse alla città».

«Non so se è rabbia o commiserazione – dice Giustino Parisse (che ha perso due figli a Onna) – Leggendo quella frase mi sono sentito ferito perché sul dolore non è giusto speculare. E’ una sconfitta per tutti».

Il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, non si stupisce che ci siano persone «spregiudicate» ma esorta: «Non possiamo accettare nessun tipo di interlocuzione ma non possiamo nemmeno rinunciare alle deroghe».