Micaela Quintavalle, l’ex autista Atac licenziata attacca: “M5s senza coraggio. Come i predecessori”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2018 5:31 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2018 2:07
Micaela Quintavalle

Micaela Quintavalle, l’ex autista Atac licenziata

ROMA – Micaela Quintavalle, l’ex autista e  leader del sindacato Cambiamenti M410 licenziata nei giorni scorsi da Atac, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

In merito al suo licenziamento da Atac, l’ex dipendente ha detto: “E’ una cosa che avevo messo in conto fin dall’inizio, però dopo che la Procura aveva detto che gli autobus andava a fuoco non per i sabotaggi ma perché c’era una carenza di manutenzione, il mio cuore sperava che l’azienda cominciasse ad aprire gli occhi su questa emergenza, invece purtroppo ieri mattina è arrivata la lettera di licenziamento. L’altro ieri mattina una collega si è dovuta fermare perché aveva una temperatura dell’acqua a 119 gradi, semplicemente non era stata messa l’acqua dai meccanici, oppure c’erano delle perdite. Quello che dispiace è che la responsabilità ricada sempre sui lavoratori”.

Alcuni militanti avversi al M5S dicono: ben le sta alla Quintavalle che aveva sostenuto il M5S. “Questo mi è sfuggito – risponde la Quintavalle – . Io ho ricevuto invece messaggi molto positivi da Storace, Esposito, Pelonzi. Io ormai sono fuori e probabilmente la cosa non cambierà, il discorso è che secondo noi qui è stato fatto un abuso nei confronti di un lavoratore. Se un segretario di un sindacato non può denunciare le cose che non vanno in azienda, si va contro i diritti della Costituzione. Di Maio diceva: denunciate le aziende che ci saremo noi al vostro fianco. Noi abbiamo fatto le nostre battaglie, ma non credo che le cose cambieranno mai. Bisogna avere un coraggio che purtroppo non hanno dimostrato nemmeno i 5 Stelle, bisogna estirpare gli impostori che stanno dentro queste aziende, dal primo dei dirigenti all’ultimo dei meccanici, invece si continua a fare campagna elettorale anziché sradicare la mafia che c’è all’interno di Atac. Non l’hanno fatto né i rossi, né i neri né i gialli”.