Michele Bravi chiede di patteggiare 18 mesi, dopo l’incidente in cui morì una donna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2020 13:01 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2020 6:49
Michele Bravi, Ansa

Michele Bravi (foto Ansa)

ROMA – Il cantante Michele Bravi, accusato di omicidio stradale, ha chiesto di patteggiare un anno e mezzo per l’incidente del 22 novembre del 2018 nel quale è morta una 58enne che era in sella ad una moto. Questa mattina, giovedì 23 gennaio, in udienza c’era l’Associazione italiana familiari e vittime della strada che ha chiesto di costituirsi parte civile. Il giudice Di Milano Aurelio Barazzetta ha rinviato all’11 marzo per la decisione.

La Procura di Milano aveva dato parere favorevole alla proposta di patteggiamento del cantante a un anno e mezzo di carcere. L’assicurazione di Bravi ha già risarcito la famiglia della vittima, che quindi è uscita dal processo e non si è costituita parte civile. Al contrario questa mattina si è presentata in udienza l’associazione familiari e vittime della strada per chiedere di costituirsi parte civile come forma di protesta contro una “proposta irrisoria che svilisce la legge sull’omicidio stradale”. E ancora: “Il pm si è opposto alla nostra costituzione, dicendo che questo non è un caso di omicidio stradale aggravato e che un caso come questo poteva capitare a chiunque”.

Fonte: Ansa.

Verissimo, Michele Bravi torna a parlare: “Dopo l’incidente ho avuto un angelo vicino”

Intervistato da Silvia Toffanin, ospite nel salotto di Verissimo, Michele Bravi per la prima volta ha parlato del tragico incidente nel quale rimase coinvolto nel 2018 e a causa del quale una donna perse la vita.

“Quando vivi un trauma – ha raccontato – cambia il tuo corpo e il modo di vedere le cose. Non riuscivo a sentire gli altri. Ero semplicemente da un’altra parte, avevo perso aderenza con il reale. Abituarsi all’assenza di suono per me, che ho sempre raccontato quello che vivevo attraverso la musica, è stato molto difficile”.

Il cantane ha confidato a Silvia Toffanin di avere avuto accanto a sé la famiglia e una persona speciale: ​”Ho avuto una fortuna enorme: avere un angelo vicino. Lui adesso non fa più parte della mia vita soltanto perché si è trasferito all’estero. Questa persona, che posso ritenere la più importante della mia vita, è stata salvifica. Mi ha aiutato a tornare pian piano alla vita, alla realtà. Mi diceva l’opposto di quello che dicevano gli altri. Secondo lui dovevo assorbire questo dolore da solo promettendomi però che mi avrebbe tenuto la mano per tutto il tempo”.

Fonte: Verissimo.