Elena Ceste, giudici: “Michele Buoninconti potrebbe uccidere ancora”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2015 16:01 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2015 16:06
Michele Buoninconti, giudici: "Omicidio non premeditato, ma può uccidere ancora"

Michele Buoninconti

TORINO – “Michele Buoninconti ha ucciso la moglie, Elena Ceste, ma non aveva premeditato l’omicidio. Però potrebbe uccidere ancora”: è quanto sostiene il Tribunale del Riesame di Torino nell’ordinanza con cui ha rifiutato la scarcerazione dell’uomo.

Secondo i giudici, quella di Buoninconti è stata

“un’azione impulsivamente rivolta verso la persona offesa, una reazione improvvisa e violenta, la cui riuscita è dipesa solamente dalla disparità di forze tra la vittima e il suo aggressore e non dal ricorso a strumenti utili a garantire un evento letale previamente programmato”.

Il fatto di non avere usato veleno o armi sarebbe indice della mancata premeditazione. Inoltre, “le sue contraddizioni nelle varie versioni non sono certamente una circostanza sintomatica di un piano criminoso programmato nel tempo”.

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Altri elementi che escludono la premeditazione sono secondo i giudici il fatto che “la coppia non appariva in conflitto”.

“Buoninconti ha trascurato di assumere un comportamento fin dall’inizio coerente rispetto al cellulare della vittima, per poi cercare di spiegare tale anomalia con l’asserzione, falsa, di essere stato in possesso del presente apparecchio. Così come non ha predisposto nessun espediente per nascondere i vestiti della persona offesa, tolti alla Ceste non tanto per accreditare una versione, inverosimile, che la stessa si fosse allontanata nuda in preda a un delirio, quanto per favorire la decomposizione del cadavere”.

Secondo i giudici, però, l’uomo potrebbe uccidere ancora:

“Sussiste un concreto ed elevato pericolo che l’indagato, qualora in libertà, possa commettere ulteriori reati della stessa specie”.

Buoninconti sarebbe pericoloso perché

“a prescindere dall’individuazione puntuale di quello che può essere stato l’incipit che ha scatenato” l’omicidio, vi è stata “una aggressione di violenza inaudita, contro una donna indifesa, da parte di chi, più di ogni altro avrebbe dovuto offrirle garanzie di cura e protezione. Ciò che imprime decisiva gravità al fatto è l’avere ucciso la propria moglie, madre dei propri figli, deprivati con tale condotta della loro primaria figura genitoriale”.