Michele Raguso, l’accusa: mille euro per operare una donna (che poi morì)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 13:42 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 13:42
Michele Raguso, l'accusa: mille euro per operare una donna (che poi morì)

Michele Raguso, l’accusa: mille euro per operare una donna (che poi morì)

ROMA – “Ha operato una paziente in una clinica convenzionata con il servizio sanitario nazionale facendosi pagare mille euro, e l’ha operata nonostante il parere contrario di molti altri medici viste l’età e le patologie di cui la donna soffriva”: con queste accuse Michele Raguso è stato rinviato a giudizio (per concussione) e indagato (per omicidio colposo).

Insieme al chirurgo della Casa di Cura Guarnieri, in via Tor de’ Schiavi a Roma, sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo anche altri otto medici.

La vicenda, riferisce Michela Allegri sul Messaggero, risale al 2012. La signora Raffaella, 70 anni, affetta da una stenosi alla spina dorsale che le provoca un lancinante dolore alla schiena, si rivolge a diversi medici per essere operata, ma nessuno si sente di farlo. La donna è obesa e soffre di cardiopatia e diabete. Ad aprile di quell’anno la signora viene visitata da Michele Raguso, il quale prima le prescrive dei farmaci e in un secondo tempo, dal momento che i medicinali non alleviano il dolore, acconsente ad operarla.

Sarebbe a questo punto, secondo gli inquirenti, che è scattata la concussione. Scrive Allegri:

“il dottore avrebbe accettato di effettuare l’intervento in cambio di 1.000 euro: «soldi non dovuti – si legge negli atti della Procura – trattandosi di una clinica convenzionata con il servizio sanitario nazionale». Un’eventuale operazione presso la Casa di Cura Guarnieri, infatti, per Raffaella sarebbe stata gratuita. Pur di assicurarsi il denaro, Raguso avrebbe anche costretto la figlia della settantenne ad impegnare alcuni gioielli di famiglia.

Raffaella viene operata il 18 aprile 2013. Tre giorni dopo, Raguso si fa consegnare le banconote in una busta sigillata. I magistrati non hanno dubbi: si tratta di concussione. L’intervento, oltretutto, non va a buon fine: la paziente contrae una grave infezione e muore un mese più tardi. Sulle spalle di Raguso, quindi, pende anche l’accusa di omicidio colposo, di cui potrebbe dover rispondere a processo insieme ai direttori sanitari del nosocomio e ai membri dell’equipe che ha operato Raffaella. (…) I medici sono accusati di aver accettato «acriticamente il ricovero della paziente pur essendo privi di strutture idonee», di non aver tenuto conto «delle condizioni della donna, anziana e gravata da significative preesistenze» e di non aver valutato possibili complicanze «serie, gravi ed evidenti». Ora, i familiari di Raffaella, difesi dall’avvocato Giampaolo Balzarelli, sono determinati ad avere giustizia.