Migliaia di multe cancellate a 255 “potenti”: Procura di Roma indaga

Pubblicato il 8 Giugno 2013 15:06 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2013 15:06
Migliaia di multe cancellate a 255 "potenti": Procura di Roma indaga

Migliaia di multe cancellate a 255 “potenti”: Procura di Roma indaga

ROMA – Politici, carabinieri e agenti dei servizi segreti sono coinvolti nell’inchiesta per multe cancellate. Ben 255 personalità per migliaia di verbali distrutti, scrive Giulio De Santis sul Corriere della Sera. Una vera e propria lista o “sezione speciale” di cittadini “illustri” creata dall’Ufficio contravvenzioni del Comune di Roma. Le multe per queste persone venivano stracciate o annullate.

De Santis scrive che i beneficiari sono vari:

“Una ex deputata dell’opposizione durante il precedente governo dei tecnici. Un consigliere municipale capitolino del Pdl. E poi, una sindacalista della Cgil, una concorrente del Grande Fratello. E anche un primario del Policlinico Umberto I e un ex assessore del Comune di Frosinone. Un Cavaliere della Repubblica ordinato nel 2008”.

Questi solo alcune delle persone comparse nella lista, che comprende 255 “graziati”:

“Dall’elenco dei 255 «graziati», però, agli atti dell’inchiesta ne mancano molti: per 160 di loro è scattato un provvidenziale (quanto tempestivo) omissis . In questo gruppo di privilegiati – alleggeriti dall’onore di dover pagare multe spesso assai «salate» – compaiono pure cittadini privati che non ricoprono alcun ruolo istituzionale: è il caso degli imprenditori Paolo e Silvio Bernabei, a cui sono state cancellate oltre mille contravvenzioni a partire dal 2005”.

Dalla scomparse delle multe dei Bernabei è così nata l’inchiesta della Procura di Roma, che ha portato all’arresto di due funzionari dell’ufficio contravvenzioni, Angelo Vitali e Tiziana Diamanti, con l’accusa di falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici. Non è chiaro però per quale motivo i due avrebbero strappato le multe:

“Interrogato in carcere, Vitali ha detto che tutto è stato causato da un malinteso tra lui e la collega. «Le ho detto di “buttare” il cartaceo da una parte. Lei ha inteso le mie parole alla lettera e ha cestinato la documentazione», ha detto al pubblico ministero Laura Condemi. Una versione che non ha convinto affatto il magistrato. Anzi. Il pm è sicuro che dietro a quello che appare come un vero e proprio «mercato» delle multe si nascondano episodi molti gravi, da approfondire”.

Nonostante non siano stati scoperti giri di mazzette, il sospetto della Procura è forte, scrive De Santis:

“Mazzette? Favori? Il sospetto della Procura appare più che giustificato: tuttavia, al momento non è stata ancora trovata la prova del pagamento di nessuna mazzetta. Un «vuoto» che ha fatto balenare nella mente degli inquirenti un ulteriore sospetto: la cancellazione dei verbali sarebbe la conseguenza di una direttiva imposta dall’alto per privilegiare – senza alcuna distinzione particolare – una determinata categoria di persone, di «potenti».

La confessione della Diamanti non aiuta:

“«Mi era stato dato l’ordine di cominciare a cancellare anche le multe dei gruppi consiliari della Regione e del Comune», ha detto”.

Pasquale Pelusi, direttore del dipartimento Risorse economiche dell’ufficio, ha denunciato la scomparsa dei verbali e nell’inchiesta sarebbe coinvolta anche il funzionario Enrico Riccardi, nonostante il suo avocato Antonio Paparo abbia dichiarato:

“Lui non c’entra nulla. Mi auguro di ottenere presto l’archiviazione”.