Aquarius a largo di Malta: navi italiane imbarcheranno 500 dei 629 migranti, ma la rotta resta Valencia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2018 12:56 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2018 23:26
Aquarius a largo di Malta: navi italiane imbarcheranno 500 dei 629 migranti, ma la rotta resta Valencia

Aquarius a largo di Malta: navi italiane imbarcheranno 500 dei 629 migranti, ma la rotta resta Valencia

ROMA – “L’opzione migliore è sbarcare al più presto le persone soccorse nel porto sicuro più vicino, a Malta o in Italia, e poi trasferirle in Spagna o in altri paesi sicuri per l’ulteriore assistenza”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo afferma Medici Senza Frontiere sostenendo che la nave Aquarius è ancora “in attesa” nelle acque al largo di Malta a sud della Sicilia e chiedendo agli stati europei di “facilitare lo sbarco immediato” delle persone a bordo. Non sarà così: la Marina italiana consentirà il trasferimento di parte dei migranti su navi italiane che faranno comunque rotta verso Valencia.

“Le ultime intenzioni di Mrcc – afferma la Ong riferendosi alle istruzioni della centrale operativa della guardia costiera italiana – sembrano essere di trasferire 500 persone su altre navi, lasciando 129 persone sull’Aquarius e navigare tutti insieme verso Valencia”. Si tratterebbe, aggiunge, “di altri 4 giorni di viaggio per persone già esauste” e per questo Msf, assieme Sos Mediterranee e il capitano della nave Aquarius stanno valutando “se la navigazione è sicura e accettabile”.

La conferma da Roma. A stretto giro la conferma da Roma: “parte dei migranti” ora su Aquarius verranno trasferiti su nave Dattilo della Guardia Costiera e una nave della Marina Militare sulle quali saranno presenti medici dell’ordine di Malta e personale dell’Unicef per il supporto ai minori. Il tempo di navigazione per Valencia “è stimato in 4 giorni”.

Le condizioni a bordo. Viveri e acqua bastano per un altro giorno ma il ponte navale assicurerà i rifornimenti necessari. Ieri 4 donne incinte sono state trasferite a Lampedusa. L’incognita maggiore – a parte l’ovvia preoccupazione per i profughi più provati che hanno bisogno di scendere a terra – riguarda le condizioni meteo. 4 giorni e 1500 km di navigazione fino a Valencia separano i migranti dal primo approdo sicuro, la fine della tappa più dura della loro odissea.

“Nonostante una operazione di salvataggio molto critica non abbiamo, fortunatamente, un’emergenza medica al momento”, segnala il medico di Msf a bordo, David Beversluis. “Ma quando un gommone si è rotto – aggiunge – un uomo è andato a fondo sotto gli occhi dei soccorritori, che sono riusciti a prenderlo e a rianimarlo una volta fuori dall’acqua. Ora è fuori pericolo. Tutti i sopravvissuti sono esausti e disidratati perché hanno trascorso lunghe ore alla deriva su questi gommoni: ci sono molti sopravvissuti ustionati dalla miscela di benzina e acqua di mare. Dopo aver condotto diverse visite a bordo, possiamo dire che questi uomini e donne hanno avuto poco o nessun accesso alle cure mediche durante la loro detenzione in Libia”. Quasi un quarto dei superstiti, di 26 nazionalità differenti, proviene dal Sudan.

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