Migranti, la Mare Jonio della Mediterranea salva 100 persone su un gommone alla deriva

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2019 10:49 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2019 10:49
I soccorritori della Mediterranea con i migranti sulla Mare Jonio

I soccorritori della Mediterranea con i migranti sulla Mare Jonio (Foto Ansa)

AGRIGENTO – La nave Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans ha salvato circa cento persone su un gommone alla deriva al largo della Libia. Tra i migranti soccorsi ci sono 26 donne, di cui almeno otto incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri sei minori. 

“Abbiamo individuato il loro gommone, sovraffollato alla deriva e con un tubolare già sgonfio con il nostro radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso”, ha spiegato la ong. 

“Le persone – sottolinea Mediterranea – sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall’inferno. Restiamo ora in attesa di istruzioni dal centro di coordinamento marittimo italiano, cui ci siamo riferiti mentre ancora il salvataggio era in corso, in quanto nostro Mrcc (Centro di coordinamento marittimo, ndr) di bandiera”.  

Ancora un naufragio nel Mediterraneo

Ieri, martedì 27 agosto, un altro barcone è naufragato nella notte al largo di al Khums, ad est di Tripoli: cinque i cadaveri recuperati, tra cui quelli di un bimbo e di una donna, mentre 65 persone sono state salvate dalla guardia costiera libica e da pescatori. Mancano all’appello circa 20 persone che si trovavano a bordo, 40 secondo altre testimonianze dei sopravvissuti. La portavoce dell’Unhcr, Carlotta Sami, ricorda che dall’inizio dell’anno si stimano circa 900 vittime nel Mediterraneo.

Intanto in Italia la crisi di governo non ha impedito al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di firmare l’ennesimo divieto di ingresso nelle acque italiane per una nave umanitaria, la tedesca Eleonore della ong Mission Lifeline, con 101 migranti a bordo. Lo stop è stato siglato anche dai ministri M5S Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Fonte: Ansa