Migranti: nave Eleonore forza il blocco e punta su Pozzallo. La sequestrano e i migranti sbarcano

di alberto francavilla
Pubblicato il 2 Settembre 2019 12:59 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 13:43
Migranti: nave Eleonore forza il blocco del governo italiano e punta dritta su Pozzallo

Migranti sulla nave Eleonore in una foto Ansa

ROMA – Alcuni migranti cominciano a sbarcare sulle coste siciliane, ad altri viene vietato: la nave Eleonore forza il divieto del governo e punta decisa su Pozzallo e la Guardia di Finanza sale sulla nave e la sequestra. Conseguenza del sequestro, i migranti sono stati fatti sbarcare. La nave, con oltre 100 migranti soccorsi a bordo, respinta nei giorni scorsi sia dall’Italia che da Malta, ha dichiarato lo stato di emergenza entrando in acque italiane.

I finanzieri sono saluti a bordo della nave alla quale hanno notificato de visu il divieto di ingresso in acque italiane già notificato via radio e già violato. Verificata la violazione, la Sezione operativa navale di Pozzallo ha raggiunto con due motovedette la Eleonore e ne ha preso il controllo per contestare la violazione del divieto di ingresso e sottoporla a sequestro amministrativo cautelare che avverrà dopo lo sbarco.

I militari delle Fiamme Gialle a bordo della nave, informa il Viminale, hanno notificato al comandante il decreto di sequestro e contestato il divieto di ingresso in acque territoriali. “Il tono è molto calmo e amichevole”, fanno sapere dalla Eleonore. La stessa cosa accadde lo scorso 9 maggio a Lampedusa, quando la capitana Carola Rackete, alla guida della Sea Watch 3, forzò il divieto e portò la nave sull’isola.

A pronunciarsi sul decreto di sequestro – per un’eventuale convalida o meno – sarà ora la procura di Ragusa, competente su Pozzallo. Una volta a terra, al comandante ed all’armatore potrebbe essere contestato, come atto dovuto, il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Lo sbarco di 29 migranti dalla nave della Marina militare italiana Cassiopea è iniziato intorno alle 9,30. La nave era in rada a Pozzallo e lo sbarco è stato autorizzato. La nave Eleonore della Ong tedesca Mission Lifeline era stata invece raggiunta dal provvedimento del governo italiano di divieto di ingresso in acque territoriali italiane. Eleonore ha forzato il divieto, facendo rotta su Pozzallo. Lifeline ha twittato: “Ciao, presto l’Eleonore arriva a #Pozzallo. Sarebbe bello se alcune persone e avvocati fossero lì per incontrare l’equipaggio”.

Salvini: “Difenderò i confini dell’Italia”.

“Leggi e confini vanno rispettati. Se qualcuno pensa di fregarsene senza conseguenze ha sbagliato di grosso e ha sbagliato ministro: faccio e farò di tutto per difendere l’Italia”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini a proposito della nave tedesca Eleonore,

“In queste ore sono tornate 10 navi delle Ong nel Mediterraneo: 10. Fanno il governo solo per smontare quello che si è fatto prima?”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando di immigrazione a Radio24. 

Migranti: anche Trenta e Toninelli vietano lo sbarco alla Mare Jonio.

Dalla Mare Jonio non si sbarca. A meno che le condizioni di salute dei naufraghi soccorsi non lo impongano. Nel pomeriggio di domenica 1 settembre per tre dei migranti c’è stata così l’evacuazione medica a Lampedusa. Per gli altri 31 rimane in vigore il divieto firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e siglato anche dai colleghi M5s Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Al pressing del centrosinistra, con il segretario dem Nicola Zingaretti che è tornato a chiedere una soluzione (“il Governo non faccia finta di niente, stiamo parlando di esseri umani”), fa da contraltare la cautela del premier incaricato Giuseppe Conte: “Chi sbarca in Italia sbarca in Europa. Detto questo, non sarebbe affatto saggio pensare che non occorra perseguire una politica seria, rigorosa sull’immigrazione”. E Salvini cerca di dividere le due forze che stano faticosamente cercando di mettere in piedi un governo. “se il Pd vuole riaprire i porti e far ricominciare il business dell’immigrazione clandestina – dice il titolare del Viminale – lo dica agli italiani”.

Al quarto giorno appena fuori dalle acque territoriali italiane la situazione sulla Mare Jonio era diventata sempre più insostenibile. Ci sono persone, denuncia Mediterranea, “che hanno patito torture e sofferenze inimmaginabili. Istituzioni italiane, europee, ascoltate il cuore. Fateli Scendere”. Ma a scendere, su una motovedetta della Guardia costiera che li ha portati a terra, sono soltanto in tre, per urgenze mediche segnalate dai sanitari che si trovano sulla nave: un diciannovenne con possibili lesioni renale, un diciottenne che accusa forti dolori intestinali e una trentenne in grave stato confusionale e con difficoltà di deambulazione. “Devono scendere tutti in barella? A che punto volete arrivare?”, sbotta la ong.

Ed il caso Mare Jonio è entrato prepotentemente nell’agenda dei quotidiani confronti tra M5S e Pd per la formazione del Governo. Vicenda, secondo Zingaretti, “che conferma come in Italia sull’immigrazione bisogna cambiare tutto. Coinvolgere con autorevolezza l’Europa, unire sicurezza, legalità e umanità è possibile”. Marina Sereni, della segreteria nazionale Dem, si appella “a chi ha l’autorità e la possibilità affinché, in questa ennesima assurda e disumana vicenda, si faccia prevalere il rispetto della Costituzione, delle leggi e del diritto internazionale e si facciano sbarcare tutte le persone ancora a bordo”. Ed informa che il partito sta lavorando “ad un nuovo governo che abbia tra i suoi obiettivi prioritari la modifica dei decreti sicurezza”.

Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) chiede “cosa aspetta Conte a far finire lo spettacolo indecoroso di decine di esseri umani bloccati da giorni”. La leader radicale e senatrice di +Europa Emma Bonino, rileva che “malgrado le promesse di discontinuità, sulla vicenda della Mare Jonio e della Alan Kurdi la condotta del presidente del Consiglio e quella dei ministri del M5S Toninelli e Trenta continua a essere uguale a quella di Salvini”.

Toninelli e Trenta hanno infatti sottoscritto il divieto che il ministro ha firmato per la Alan Kurdi di Sea Eye, 13 migranti soccorsi a bordo, che aveva chiesto di entrare in porto a Lampedusa. Ma, fiutata l’aria, la nave in mattinata ha girato il timone verso Malta. Intanto, in barba ai ‘porti chiusi’, 21 tunisini sono stati rintracciati nella notte a Lampedusa, l’ennesimo sbarco fantasma. (Fonti Ansa e Agi).