Migranti, nave Mediterranea salva 54 persone e va verso Lampedusa. Salvini: “Vada in Tunisia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Luglio 2019 22:38 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2019 23:15
Migranti, nave Mediterranea salva 55 persone e chiede Lampedusa porto sicuro. Salvini: "Vada in Tunisia"

Migranti, nave Mediterranea salva 55 persone e chiede Lampedusa porto sicuro. Salvini: “Vada in Tunisia” (Foto Ansa)

ROMA – Appena archiviato il caso Sea Watch è di nuovo scontro tra il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e le ong. La nave Alex della Mediterranea Saving Humans salva 54 migranti in difficoltà a bordo di un gommone in zona Sar libica e il leader della Lega ribadisce la linea dura e la chiusura dei porti italiani.

“Gli immigrati presi a bordo da Mediterranea sono in acque libiche, e attualmente sono più vicini di decine di miglia nautiche alla Tunisia rispetto a Lampedusa. Se questa ong ha davvero a cuore la salvezza degli immigrati – afferma il titolare del Viminale – faccia rotta nel porto sicuro più vicino, altrimenti sappia che attiveremo tutte le procedure per evitare che il traffico di esseri umani abbia l’Italia come punto di arrivo”.

“Nave Alex di #Mediterranea sta facendo rotta verso Nord, fuori dalla zona SAR libica. Abbiamo chiesto a ITMRCC Roma l’assegnazione urgente di #Lampedusa come porto sicuro più vicino di sbarco per le 54 persone salvate a bordo”, il tweet di Mediterranea.

La notizia dell’avvistamento e del successivo salvataggio dei naufraghi, tra i quali donne e bambini, era stata data dalla stessa ong, che con Nave Alex ha iniziato a monitorare il Mediterraneo centrale e con un tweet aveva informato che a una sua segnalazione il comando generale delle Capitanerie di porto di Roma “ha appena risposto che la Guardia Costiera libica coordina l’evento e sta mandando una motovedetta”. “Devono essere salvati, non riportati in Libia”, aveva sottolineato l’organizzazione, aggiungendo che “nel corso del nostro pattugliamento abbiamo incontrato il relitto di un gommone. Quasi sicuramente un naufragio. Quanti morti non lo sapremo mai”.

Ma già prima delle dichiarazioni di Salvini, da Nave Alex era arrivata una bordata verso l’Italia attraverso la portavoce Alessandra Sciurba. “Nel giorno in cui un centro di detenzione con migliaia di persone, di donne bambini e giovani veniva bombardato in Libia, e i migranti in fuga dal disastro venivano falciati dai colpi dei loro carcerieri, il governo italiano ha rinnovato gli accordi con le milizie colluse con i trafficanti e stanzia per finanziarle 6 milioni di euro”.

Linea dura, quindi, anche da parte di Mediterranea, che difficilmente farà marcia indietro sull’attracco in Italia, soprattutto dopo la vicenda di Carola Rackete e della Sea Watch 3. Difficile considerare un porto sicuro la Tunisia, dove non esiste una legge sul diritto di asilo. Il Paese nordafricano ha sempre detto no alla creazione di centri per l’accoglienza sul proprio territorio come avevano chiesto sia l’Unione europea sia l’Unhcr e il rischio, per chi dovesse riuscire ad entrare, è di rimanere senza uno status e senza alcun diritto.

Intanto è finita ancora una volta in tragedia l’odissea di un gruppo di migranti che tentava di raggiungere le coste italiane. Sono 82, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (l’Oim), i dispersi nel naufragio di un gommone avvenuto mercoledì sera al largo di Zarzis, in Tunisia. (Fonte: Ansa)