Migranti, 133 positivi a Treviso: non sono arrivati ora, stanno in Italia da anni

di Alessandro Avico
Pubblicato il 31 Luglio 2020 12:39 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2020 13:37
Migranti, 133 positivi a Treviso: non sono arrivati ora, stanno in Italia da anni

Migranti, 133 positivi a Treviso: non sono arrivati ora, stanno in Italia da anni (Foto archivio Ansa)

I 133 migranti positivi nel centro di accoglienza di Treviso non sono arrivati ora. Stanno in Italia da anni, quindi gli sbarchi non c’entrano con il contagio.

Si tratta di una dovuta precisazione visto che sentendo parlare di 133 migranti positivi, in molti (Lega e Fdi su tutti), hanno collegato il nuovo focolaio agli sbarchi di Lampedusa.

I 133 migranti si trovano nella caserma Silvio Serena, di Casier (Treviso), una struttura che da anni funziona da centro di accoglienza. Qui c’è un nuovo focolaio del virus e il fatto che i malati siano migranti ha immediatamente incendiato il dibattito politico.

Matteo Salvini, intervenuto al Senato sul caso Open Arms, ha accusato il governo di agevolare la diffusione del virus (ma non parlava di “allarmismo ingiustificato”?) attraverso la politica dei porti aperti. Il sindaco di Treviso Mario Conte ha invece annunciato che denuncerà il governo per il “danno incalcolabile” arrecato alla città.

In realtà i migranti positivi di Treviso non hanno nulla a che vedere con i recenti sbarchi a Lampedusa. Alcuni sono lì addirittura da anni. Ora i 133 positivi, tutti asintomatici, sono in quarantena in attesa di un nuovo tampone.

Il caso primo positivo (non un migrante) già a giugno.

Già lo scorso 12 giugno, in seguito ad uno screening tra ospiti e operatori nella caserma “Silvio Serena” era stato riscontrato un caso di positività al coronavirus. Il fatto aveva provocato alcune proteste da parte dei migranti, durate alcune ore, perché il contagiato era un operatore in servizio alla cooperativa di gestione della struttura.

A causa di questa circostanza, a tutti fu impedita l’uscita dalla caserma, in molti casi per raggiungere i posti di lavoro. Dopo l’intervento delle autorità e delle forze di polizia, che avevano spiegato i motivi delle precauzioni, le tensioni erano rientrate. Successivamente condotti accertamenti su tutti i presenti, con esito negativo. (Fonte Ansa).