Migranti, Sea Eye sfida Salvini: la Alan Kurdi verso Lampedusa. Il Viminale vieta l’ingresso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Luglio 2019 11:06 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2019 11:44
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Migranti, Sea Eye sfida Salvini: la Alan Kurdi verso Lampedusa

ROMA – La nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye sta seguendo l’esempio della Sea Watch 3 e si sta dirigendo verso Lampedusa seppur gli è stata notificato dal Viminale il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane. La ong, dopo la conferma dell’accordo tra Malta e Italia, ha pubblicato un tweet dicendo: “Con 65 migranti soccorsi a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’Interno (Salvini, ndr), siamo diretti verso il più vicino porto sicuro”. 

“In queste condizioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale, delle Convenzioni marittime e delle linee guida dell’Imo, abbiamo appena reiterato la richiesta di assegnazione del porto sicuro più vicino di Lampedusa come Place of Safety”. Lo afferma Mediterranea saving humans. Dopo una notte di scambi con i Centri di coordinamento dei soccorsi di Malta e Italia,” è del tutto evidente che partire per il porto de La Valletta nelle attuali condizioni significherebbe mettere a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone a bordo della Alex”. E accusa: “Abbiamo addirittura scoperto che, secondo ITMrcc di Roma, in prossimità dell’arrivo nelle acque territoriali maltesi, Alex dovrebbe caricare di nuovo a bordo, in spregio a qualsiasi norma sulla sicurezza della navigazione, tutte e 41 le persone ed entrare così nel porto di La Valletta”. 

Solo giovedì, Matteo Salvini aveva definito la mossa di mediterranea come una “provocazione”. Ma Alessandra Metz, a bordo della nave Alex aveva risposto: “Non è vero, nessuna provocazione, ma se non si sblocca la situazione dovremo portare le persone nel porto più vicino”, ovvero a Lampedusa. Inoltre, nel video diffuso su Twitter, l’armatore della nave riferiva: “La barca non è adeguata per situazioni del genere. Siamo in acque internazionali e pronti a dirigerci nel porto più vicino e sicuro. Alex non scappa, battiamo bandiera italiana, è assurda la dichiarazione del Viminale. Nessuna provocazione da parte nostra, noi a differenza di altri non scappiamo dai processi“. Infine aveva concluso: “Siamo pronti a consegnare le persone alla marina militare per farle portare a Malta, ma nonostante quello che era stato annunciato sei ore fa, non è venuto nessuno. Per noi portarle a Malta o Lampedusa è lo stesso”. (fonte AGI – ANSA)