Migranti, Sea Watch dissequestrata: la nave di Carola Rackete torna in mare

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2019 20:07 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 20:07
Migranti, Sea Watch dissequestrata: la nave di Carola Rackete torna in mare

Carola Rackete a bordo della Sea Watch 3 (Foto archivio Ansa)

PALERMO – Il Tribunale di Palermo dissequestra la Sea Watch. La nave di Carola Rackete può tornare in mare. Lo annuncia la stessa Ong su Twitter. “Abbiamo vinto l’appello: la Sea Watch 3 è libera! Dopo oltre 5 mesi di blocco nel porto di Licata, ci prepariamo a tornare in mare. La giustizia trionfa sul (ex-) Decreto Sicurezza bis”.

La decisione del tribunale civile di Palermo presieduto da Rachele Manfredi non è entrato nel merito dell’infrazione al decreto sicurezza bis, posto alla base del sequestro amministrativo disposto dalla Guardia di finanza, ma si basa sul fatto che il prefetto di Agrigento non ha risposto, nei termini previsti di dieci giorni, all’opposizione formalmente presentata dai legali di Sea Watch. Il sequestro, quindi, è da considerarsi decaduto e la Capitaneria di porto di Licata non ha alcun titolo per trattenere ulteriormente la nave.

Una decisione “incredibile” per il deputato della Lega Paolo Grimoldi, che commenta così: “Sembra incredibile che una nave straniera che ha infranto le leggi italiane, come la Sea Watch, mettendo a rischio la vita dei nostri militari, violando le nostre nostre norme sulla sicurezza e sull’immigrazione, possa tornare in mare, pronta a infrangere di nuovo le nostre leggi, mentre il ministro degli Interni che quelle leggi le ha solo fatte rispettare rischi un processo per sequestro di persona”.

“A questo punto – conclude – tanto vale eliminare queste leggi sulla sicurezza e l’immigrazione se di fatto non valgono e non vengono applicate”. 

Intanto c’è stata la prima riunione della giunta delle immunità del Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Matteo Salvini per il caso Gregoretti. “Nel caso in esame – scrive il tribunale dei ministri –  poiché i fatti hanno coinvolto una nave della Guardia Costiera Italiana, e quindi, una nave militare, non trovano applicazione le norme contenute nel cosiddetto Decreto sicurezza bis”. Il ministro dell’Interno non può infatti vietare l’ingresso, il transito o la sosta a “naviglio militare” o a “navi in servizio governativo non commerciale.

Fonte: Ansa