Milano. A un passo dalla libertà, la città esita: uno su tre non riaprirà. E Fontana non ha deciso chi sì e chi no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2020 14:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2020 14:45
Milano. A un passo dalla libertà, la città esita: uno su tre non riaprirà. E Fontana non ha deciso chi sì e chi no

Milano, il 18 maggio un esercente su tre non riaprirà (Ansa)

ROMA – A Milano città un terzo delle attività che da lunedì prossimo potrà riaprire resterà comunque chiusa.

E’ questo il risultato di un sondaggio effettuato da Confcommercio Milano tra il 9 e l’11 maggio.

In città quindi solo il 65% ha intenzione di aprire.

Percentuale che arriva al 100% in settori come arredamento, torrefazioni e gioiellerie (anche se il 18% di queste pensa a un orario ridotto).

Che sfiora il 97 nei negozi di abbigliamento, si ferma al 74% fra i professionisti.

Ancora più basse le percentuali fra le agenzie di viaggio (50%) e i pubblici esercizi 45%.

Nel caso degli hotel, a Milano solo il 29% di quelli associati a Federalberghi ha riaperto e di questi solo il 12% aprirebbe il ristorante interno anche a clienti esterni.

Chi apre il 18? Fontana non ha ancora deciso

La scelta su quali attività potranno riaprire da lunedì “verrà fatta dopo un’analisi attenta della situazione e quelle che sono le garanzie sanitarie”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Noi faremo un ampliamento delle aperture nel caso in cui ci sia la certezza della garanzia sanitaria” ma anche tenendo conto “della situazione economica. Dobbiamo trovare un equilibrio tra le due necessità”, ha spiegato Fontana, durante la conferenza stampa di presentazione del tour ‘Ripartilombardia’ a Palazzo Pirelli.

“Una risposta – ha aggiunto Fontana – la potrò dare soltanto dopo aver letto le linee guida dell’Inail e aver letto il provvedimento governativo e dopo aver fatto un giro di consultazioni.

Questa mattina ho incontrato il tavolo per la competitività e oggi pomeriggio avrò un incontro con i sindaci di capoluogo di provincia per ascoltare il loro parere.

Domani mattina avremo un confronto con il comitato tecnico-scientifico.

Dopo si potranno prendere delle decisioni definitive”. (fonte Ansa)