Milano, 90enne uccisa nella cascina: arrestato un dipendente, ha confessato

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Gennaio 2020 11:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2020 12:37
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La Polizia scientifica sul posto del delitto (Ansa)

MILANO – E’ uno dei dipendenti che lavorava nella cascina, un cittadino bulgaro, l’uomo fermato su disposizione del pm di Milano Gianluca Prisco, in relazione all’omicidio dell’anziana Carla Quattri Bossi, la donna di 90 anni trovata morta in una cascina nella periferia sud della città.

L’uomo nella notte ha confessato l’omicidio ed è stato fermato con l’accusa di omicidio. La squadra mobile ha trovato subito dei riscontri nella sua abitazione, tra cui i monili della vittima, tracce di sangue, un’impronta di una scarpa compatibile con quelle presenti sulla scena del crimine e i vestiti che avrebbe indossato al momento del delitto.

L’uomo fermato ha 22 anni e si chiama Dobrev Damian Borisov. Agli inquirenti ha raccontato di aver avuto uno scatto d’ira. “Non volevo ucciderla, ho avuto uno scatto di rabbia”.  L’uomo ha raccontato di avere chiesto all’anziana solo una piccola somma, poche decine di euro. Al suo rifiuto, sarebbe esploso e avrebbe preso da una mensola un barattolo di marmellata che avrebbe poi usato per colpirla. Il barattolo di marmellata è stato infatti trovato frantumato sul pavimento e con il tappo deformato. Dai riscontri è emerso che l’uomo avrebbe portato via 150 euro, che avrebbe speso subito comprando delle bottiglie di alcol, e dei monili (tra cui la vera nuziale della donna) che sono stati ritrovati poi in uno zaino, all’interno di un armadietto nella sua stanza che era nella cascina. Il giovane, che viveva lì da tempo e che era particolarmente scosso, ha anche fatto una lavatrice per lavare le tracce di sangue dai vestiti.

La donna uccisa era stata trovata ieri, domenica 5 gennaio, intorno alle ore 10 dalla sua segretaria con i polsi legati e il viso avvolto in un telo, forse per tamponare il sangue che fuoriusciva da una grossa ferita che aveva sul cranio.

Secondo l’esame esterno del medico legale, l’omicidio sarebbe avvenuto la sera prima, il 4 gennaio, mentre la Polizia scientifica ha accertato che il corpo è stato trascinato per alcuni metri. Nella cascina, dove erano in corso lavori per una trasformazione in agriturismo, viveva un figlio, che l’altro ieri sera non era un casa, e tre dipendenti, tutti ascoltati ieri insieme con i figli della donna, in totale quattro. Sul luogo del delitto sono stati trovati barattoli e oggetti intrisi di sangue che sono stati sequestrati per le analisi e la zona dove viveva l’anziana donna era a soqquadro.

Fonte: Ansa