Milano, a San Siro un condominio non va in ferie: “Sennò ci occupano le case”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2014 14:55 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2014 14:56
Milano, a San Siro un condominio non va in ferie: "Sennò ci occupano le case"

Il condominio di viale Mar Jonio a Milano (da Google Maps)

MILANO – A Milano gli abitanti del condominio di viale Mar Jonio 7, a San Siro, non vanno in vacanza. Non per la crisi, ma per il timore che qualcuno gli occupi l’appartamento. In questi caseggiati popolari dell’Aler, spiega Matteo Pucciarelli su Repubblica, gli appartamenti vuoti non restano così a lungo. Gli invasori, secondo i residenti, sono tutti immigrati: marocchini, tunisini, romeni, indiani e via dicendo.

«Quelli ti sfondano la porta, prendono le tue cose, le buttano dalla finestra, cambiano la serratura e tu resti a spasso», racconta la signora Carla. «È successo anche a una signora che era stata ricoverata all’ospedale, stessa faccenda», le fa eco Leda. È razzismo o cosa? Sembra tutto molto più complicato, in realtà. «Questo era un quartiere popolare e operaio bellissimo, forse il migliore della città — ricorda Lucia Guerri, una vita qui — abbiamo assistito all’emigrazione dal sud, fu massiccia, ma era diverso: condividevamo la lingua e la religione. Ma con loro, no, con loro è impossibile…». Loro fanno (o pare facciano) questo: «occupano le case»; raccolta differenziata «nemmeno a parlarne, uno schifo»; cura nel vivere collettivo, «ma figuriamoci!, sono prepotenti».

Le occupazioni abusive sono anche ben organizzate dal racket: ci sono degli “addetti” che individuano l’appartamento, lo aprono e lo consegnano ai nuovi inquilini abusivi. Ovviamente dentro pagamento diqualche migliaio di euro. La cosa è risaputa, e così chi cerca una cosa sa a chi rivolgersi. A finire nel mirino degli abitanti di questi caseggiati sono i consiglieri comunali e l’Aler. 

«Gestita in modo fallimentare, manutenzione scadente, controlli inesistenti, se paghi l’affitto ti senti quasi uno scemo». Quanto al Comune, invece, «non capisce: l’assessore Marco Granelli ha mandato due pattuglie che stanno fisse ad un angolo della strada — dice Giulia — ma a cosa serve? A nulla. Serve un presidio mobile, non le statuine». Più tardi in consiglio comunale sempre Granelli proverà a rassicurare: «Abbiamo posto il problema al prefetto. C’è un piano di intervento per contrastare le occupazioni abusive, anche in agosto».