Milano aria puzza di plastica bruciata, dal Duomo alle periferie. Vigili: chiudete finestre, durerà giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 14:11 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 16:28
Milano incendio

Milano aria puzza di plastica bruciata, dal Duomo alle periferie. Vigili: chiudete finestre, durerà giorni

MILANO – Milano tutta, Milano di Piazza Duomo, Milano della Stazione Centrale, Milano di Città Studi, Milano Fiera, Milano Giambellino…Milano tutta sotto una nube che cammina in cielo e prima qua e poi là in tutta la città entra nelle narici dei milanesi. Nella narici di sicuro, forse anche nei polmoni. Il sospetto è legittimo, nonostante chi monitora l’aria che si respira in queste ore a Milano dica che è solo puzza, intollerabile puzza.

Puzza di plastica bruciata, intollerabile puzza di plastica bruciata. Se chiedete a un milanese via telefono o whatsapp o se peggio per voi siete in strada qui e adesso a Milano, la risposta e la sensazione saranno inconfondibilmente quelle: puzza di plastica bruciata. Di quella che ti dà prima ancora che un po’ di tosse un po’ di nausea. Dicono non sia proprio plastica bruciata, o non proprio tutta plastica quella bruciata a formare prima il rogo e poi la nuvola sulla città. Qualunque cosa sia bruciata nell’ormai quasi abituale incendio di materiali incerti alle porte della città, la puzza è quella.

Materiali incerti. Nessuno sa con precisione cosa brucia nei depositi che vanno a fuoco o che vengono mandati a fuoco. Il sospetto che si dia fuoco alle prove di traffici e smaltimenti illeciti è già da tempo indagine di polizia e magistratura. Funzionerebbe così: ho del materiale inquinante o tossico da smaltire. Se lo faccio secondo regola mi costa un sacco di soldi. Arriva uno e mi dice: ci penso io a costi bassissimi. Gli consegno la roba, lui la porta e la scarica dove sa lui. Poi però la riba diventa tanta e tanta e tanta. E bisogna farla sparire. Magari nelle fiamme.

E così in Lombardia sempre più spesso un rogo, due roghi, dieci roghi. L’ultimo in ordine di tempo tra la Bovisasca e Quarto Oggiaro. Da quasi tre giorni brucia chissà cosa, probabilmente come usa dire brucia…la qualunque. E i milanesi vivono con nelle narici la puzza come di plastica bruciata. La inalano, la respirano la puzza. E provano a fermarla con le mascherine. Comprano e vanno in strada sempre più con le mascherine. Cominciano a sembrare cinesi a spasso per Pechino.

I Vigili del Fuoco danno un consiglio saggio: tenete le finestre chiuse. Ma non c’era bisogno, grazie. Ci si arrivava da soli a chiudere le finestre. Poi i Vigili fanno sapere che “ci vorranno giorni”. Giorni perché la puzza sparisca dall’aria. Cosa c’è, cosa c’era dentro quella puzza di plastica bruciata? Per sapere questo non ci vorranno giorni ma analisi e accertamenti che dureranno molto di più. Ma in fondo lo si sa cosa c’era e c’è dentro: i soldi sporchi del traffico di rifiuti e materiali tossici, il farci sopra i soldi in maniera criminale e la complicità di chi voleva soltanto…spendere meno.