Milano, arrestato presunto autore omicidio piazzale Loreto

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2016 0:19 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2016 0:19
Antonio Rafael Ramirez

Antonio Rafael Ramirez

MILANO – Lo hanno trovato in un paesino in provincia di Siena nella notte tra il 5 e il 6 dicembre. Sembra che abbia scampato di poco l’arresto in un appartamento in zona via Padova, a Milano, ma ormai gli investigatori della Squadra mobile lo avevano agganciato. E’ uno dei presunti autori dell’omicidio di Antonio Rafael Ramirez, il 37enne di Santo Domingo ferito a morte con coltellate e con un colpo di pistola la sera del 12 novembre scorso in piazzale Loreto, a Milano.

Un episodio da cui scaturì la richiesta al governo del sindaco di Milano Giuseppe Sala di avere più militari per presidiare le periferie. L’identità dell’arrestato non è stata ancora rivelata, si sa che è sudamericano e tanto basta per riaccendere l’ipotesi del regolamento di conti tra gang di latinos. Il capo della Mobile, Lorenzo Bucossi, non ha mai confermato lo scenario, ha anzi sempre invitato alla cautela nell’analisi dell’episodio.

Del resto Ramirez non risultava legato ad alcuna pandilla e non aveva precedenti, c’è solo il sospetto che fosse legato allo spaccio in zona. Ed ecco quindi la seconda pista, un’aggressione feroce per punire uno sgarro tra pusher. La scena registrata dalle telecamere del Comune e di una filiale di banca lasciano pensare che la brutalità nascondesse qualcosa di più profondo della semplice lite di strada. Quella sera sono stati in due a colpire Ramirez: l’uomo fermato in Toscana e un altro sudamericano che, secondo indiscrezioni, avrebbe lasciato l’Italia ma non l’Europa. Resta tutto top secret, le indagini sono ancora in corso. L’aggressione è avvenuta attorno alle 19, quando la strada era ancora piena di gente. Hanno assalito il dominicano all’uscita di un barbiere in via Padova ma i primi colpi sono arrivati in piazzale Loreto davanti a diversi testimoni. Prima le coltellate – una ferita di circa trenta centimetri alla scapola sinistra e un taglio dall’anca all’ascella – poi il colpo di pistola alla schiena con una semiautomatica. La fuga verso via Padova, le tracce lasciate lungo il percorso, l’identikit ricostruito dai fotogrammi e dai passanti.

Tutti elementi che hanno consentito agli investigatori della Mobile di riannodare i fili fino alla cattura di uno dei due. Ramirez è morto due giorni dopo all’ospedale San Raffaele, non sono bastate le due operazioni per asportargli un rene e una parte del colon. Gli assassini hanno usato quelle 48 ore per pianificare la latitanza sfruttando la rete di amici e conoscenti. La politica, invece, ha aperto un dibattito sul tema sicurezza che si è concluso con la decisione del ministro Alfano di inviare a Milano altri 150 militari.