Milano: polmoniti bambini a gennaio, partiva lì il coronavirus?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 12:23
Milano: polmoniti bambini a gennaio, partiva lì il coronavirus?

Milano, le polmoniti sospette nei bambini a gennaio retrodatano l’inizio del contagio? (Ansa)

ROMA – Perché quell’incremento anomalo di polmoniti a gennaio negli ospedali pediatrici di Milano e della Lombardia, perché quel numero insolitamente alto di bambini ricoverati?

A posteriori, quel dato sospetto comincia a fornire qualche indicazione decisiva sull’inizio del contagio.

Anche perché sembra ormai un fatto acquisito che sia partito ben prima della scoperta il 21 febbraio del famoso “paziente 1”.

Sono stati i bambini i primi a trasmettere il coronavirus, con le scuole diventate focolai attivi e i genitori vettori inconsapevoli mentre continuavano a lavorare dopo la loro chiusura?

Troppe polmoniti sospette a gennaio

L’Ospedale dei Bambini “Buzzi” di Milano ha iniziato una ricerca per capire se il Covid si sia diffuso, per prima, nei bambini sin dal mese di gennaio.

Lo studio, in via di pubblicazione, identifica la fase iniziale dell’epidemia nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 19 febbraio.

“A partire dal “paziente 1” le Ats (Agenzia di Tutela della Salute) lombarde si sono adoperate per identificare i contatti stretti. Ai 5.800 testati abbiamo chiesto di ricordare l’esordio dei sintomi e abbiamo ricostruito l’andamento”, dichiara l’epidemiologo Marcello Tirani al Corriere della Sera.

Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano l’aveva già detto più volte: tanti i primari e i medici di famiglia che parlavano di casi di polmoniti “particolari” già a gennaio.

“Epidemia partita prima in età pediatrica”

“Avevamo avuto l’impressione che ci fossero più casi – dichiara Francesco Blasi, a capo della Pneumologia del Policlinico di Milano —.

Ma era inverno, pensavamo fossero causate dall’influenza”.

Gian Vincenzo Zuccotti, direttore responsabile della Pediatria e del pronto soccorso pediatrico del Buzzi ricorda i numerosi “quadri clinici a cui non si riusciva a dare nome e cognome”.

E azzarda, alla luce dell’accumulo di informazioni successivo, una relazione di causa/effetto: “Tosse e febbre che non passavano mai. Penso che l’epidemia possa essere partita prima in età pediatrica“. (fonte Corriere della Sera)