Milano, bimbo di 2 anni trovato morto e coi piedi legati. Papà confessa: “Non mi faceva dormire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2019 10:30 | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2019 2:03
L'esterno del palazzo dove un bambino di 2 anni è stato trovato senza vita all'interno di un appartamento nella periferia ovest di Milano (foto Ansa)

L’esterno del palazzo dove il bambino di 2 anni è stato trovato senza vita all’interno di un appartamento nella periferia ovest di Milano (foto Ansa)

MILANO – Un bambino di 2 anni è stato trovato senza vita all’interno di un appartamento in via Ricciarelli 22, in zona San Siro, periferia ovest di Milano. Secondo quanto appreso finora il bambino presenta evidenti segni di violenza. Sembra, infatti, che il piccolo avesse i piedi legati, lividi e una ferita alla testa la cui natura non è stata ancora chiarita. 

A chiamare i soccorsi è stato il padre, Aliza Hrustic che poi si è dato alla fuga prima di essere rintracciato e fermato dalla Polizia. L’uomo è stato individuato poche ore dopo in un appartamento in zona Giambellino, non lontano dalla sua abitazione. Gli investigatori avevano localizzato il suo cellulare ma temevano che se ne fosse liberato durante la fuga. Poche ore dopo la confessione: “Ho agito in un momento di rabbia”. Ai poliziotti ha anche dichiarato di aver assunto hashish la sera stessa e di non essere riuscito a dormire tutta la notte. Quindi di aver percosso violentemente il bambino fino a farlo morire. 

La telefonata al centralino del 112 è arrivata alle 6.02. I genitori, in lacrime, hanno detto che il bambino aveva problemi respiratori ma all’arrivo dei paramedici era già morto. All’arrivo della polizia c’era però soltanto la madre, Silvja Z., una croata di 23 anni, incinta di 6 mesi. La donna è stata portata fin da subito in questura per essere ascoltata. Hrustic invece è stato arrestato qualche ora dopo, intorno alle 11.30, in zona Giambellino, dove abita il padre e la famiglia di origine. 

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Hrustic è nato a Firenze ma è di origini croate. La coppia ha cinque figli e la donna è incinta del sesto. L’uomo avrebbe precedenti per reati contro il patrimonio ed era stato sottoposto per un periodo all’obbligo di firma dal commissariato Lorenteggio. Da due mesi si era trasferito nelle case Aler di zona San Siro: palazzine da anni al centro di un racket di occupazioni abusive. Secondo i vicini infatti anche in questo caso la famiglia era stata avvertita, forse da un parente, della liberazione di un appartamento e quindi aveva preso possesso della casa.

Il 25enne è descritto da alcuni vicini di casa come una persona molto violenta e spesso sotto l’effetto di droghe, in particolare fumo: passava infatti le giornate in un bar, con uno spinello in mano, racconta chi lo conosceva. Da alcune foto sui social si evince una certa tendenza all’ostentazione e i numerosi tatuaggi che portava sul corpo, oltre alle foto dei 5 figli avuti dalla compagna. Di religione mussulmana, nell’ultimo periodo – stando sempre ai racconti dei vicini – osservava il Ramadan. Portato in questura dovrà raccontare la sua versione dei fatti agli investigatori della squadra Mobile e al pm di turno Giovanna Cavalleri, che coordina le indagini. Si cerca di capire il movente del gesto e se in quel momento fosse sotto l’effetto di stupefacenti.

“Se lo avessi trovato prima della polizia lo avrei ammazzato, non c’è dubbio – ha raccontato all’agenzia Ansa Bardo Secic, prozio del sospettato – Si merita l’ergastolo. E’ un tipo irascibile e violento, la mia famiglia non gli parla da due anni, da quando mi ha aggredito senza motivo colpendomi alla testa con la fibbia della cintura. Ho ancora la cicatrice”.

Fonte: Ansa.