Milano, cartellone anti-abortista davanti all’ospedale Mangiagalli. Ginecologa lo fa coprire, i “Pro-life” la denunciano

di Lara Volpi
Pubblicato il 4 febbraio 2019 10:22 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2019 11:38
Milano, cartellone anti-abortista davanti all'ospedale Mangiagalli: "Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo"

Milano, cartellone anti-abortista davanti all’ospedale Mangiagalli: “Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo”

MILANO – “Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo cuore e sarà coraggioso, perché tu lo sei”: queste parole, accompagnate dall’immagine di un feto, sono comparse su un cartellone affisso davanti all’ospedale Mangiagalli di Milano. Un manifesto messo lì dall’associazione anti-abortista Ora et Labora per far sentire in colpa le donne che vanno ad abortire. 

Sentire in colpa, infatti, è l’unico obiettivo che sembra essere raggiunto da quell’azione, dal momento che chi va ad interrompere una gravidanza lo fa dopo aver ben pensato e ponderato la cosa, e assai difficilmente a cuor leggero, come spiega al Corriere della Sera la dottoressa Alessandra Kustermann, ginecologa in Mangiagalli dal 1980, che di donne che hanno scelto di abortire ne ha conosciute molte.

È stata lei a ricevere la telefonata che avvisava della comparsa del cartellone. A quel punto, contattando consiglieri comunali, assessori, avvocati, donne del centrosinistra e della Cgil “fra cui molte cattoliche”. ha ideato la contromisura: coprire il manifesto con un lenzuolo.

E adesso si domanda: “Ma davvero esiste ancora gente che pensa che una donna abortisca con la stessa leggerezza di quando va dal parrucchiere? Trovo inaccettabile puntare il dito contro chi decide di interrompere una gravidanza perché so bene con quanto dolore una donna arriva a fare una scelta del genere. La gran parte di loro decide così perché non sa come tirare a campare o perché il figlio ha una grave malformazione. Facciamo di tutto per non farle sentire in colpa, poi arrivano questi e fanno di tutto per colpevolizzarle. Non mi sento un’abortista e non amo l’aborto. Difendo solo il diritto all’autodeterminazione delle donne”. 

L’associazione Ora et labora ha reso noto di voler presentare oggi, 4 febbraio, una denuncia in Questura contro la ginecologa Kustermann in relazione alla copertura col lenzuolo del cartellone anti-abortista davanti alla Mangiagalli.”

La dottoressa Kustermann ha leso il diritto alla libera espressione e al libero pensiero – ha spiegato all’AGI Giorgio Celsi, presidente di Pro Vita – abbiamo pagato un’agenzia per affiggere il cartello, che poi ha mostrato il progetto al Comune. Abbiamo versato 1.800 euro per quattro mesi”.

Secondo Celsi, il cartellone è fuori dalla clinica “da almeno quattro mesi”. “La dottoressa dice che ogni settimana passano di lì 45 donne che vanno a abortire – afferma Celsi – abbiamo una forte denatalità e ci permettiamo di togliere questo cartello. Sappiamo che ogni mamma che abortisce rappresenta gli interessi degli ospedali, che ormai sono diventati delle aziende. Si tratta di bimbi uccisi. C’è una legge che garantisce il diritto all’aborto? Che significa: c’erano anche le leggi razziali”.